Russi, la Lega Nord lancia una raccolta firme contro il ricorso al 'Decreto Sicurezza'

Viene chiesto a Stefano Bonaccini di non presentare alla Corte Costituzionale il ricorso deliberato dalla Giunta Regionale in merito alla legittimità costituzionale del decreto noto come "Decreto sicurezza"

Marabini Maria, segretaria della Lega Russi, sta proseguendo coi sostenitori e militanti a Russi e nelle frazioni del Comune la raccolta firme per chiedere al Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini di non presentare alla Corte Costituzionale il ricorso deliberato dalla Giunta Regionale in merito alla legittimità costituzionale del decreto noto come "Decreto sicurezza".

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"I firmatari della petizione dichiarano di non riconoscersi nell'azione giudiziaria intrapresa dal presidente della Regione Emilia-Romagna perchè considerata determinata solo da motivi strumentali e pregiudizio politico, che va contro gli interessi della comunità, oltre a pesare sulle casse regionali per svariate migliaia di euro - spiega Marabini - Molti cittadini hanno già firmato perchè ritengono che i contenuti del decreto, approvato legittimamente a larghissima maggioranza dal Parlamento italiano e firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rispondano appieno al programma di governo e alla volontà popolare affinchè sia invertita la rotta delle politiche immigratorie e in materia di sicurezza urbana. I sottoscrittori della petizione ritengono che l'azione del Ministro dell'Interno, Matteo Salvini, e dell'intero governo sia indispensabile per garantire al Paese una situazione di maggiore legalità, sicurezza e giustizia. Anche il candidato a sindaco di Russi alle elezioni amministrative 2019, Andrea Flamigni, della lista civica Russi Libera e Sicura ritiene indispensabile l'applicazione del decreto nel suo programma di governo della città. Il dovere di un sindaco che vuole essere garante della sicurezza per i suoi cittadini è l'applicazione del Decreto Sicurezza".

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