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Lunedì, 16 Maggio 2022
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Sala giochi al Centro Direzionale Meucci. Ancisi (Lpr): "Ecco perché no..."

Nel febbraio 2011 presentai un’interrogazione al sindaco, poi ripresentata il 16 marzo scorso non avendo ricevuto risposta, su una: “NUOVA SALA GIOCHI IN COMPLESSO DIREZIONALE CONTESTATA DAI CONDOMINI”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Nel febbraio 2011 presentai un’interrogazione al sindaco, poi ripresentata il 16 marzo scorso non avendo ricevuto risposta, su una: “NUOVA SALA GIOCHI IN COMPLESSO DIREZIONALE CONTESTATA DAI CONDOMINI”. Mi ha risposto ora il nuovo assessore all’urbanistica, Gabrio Maraldi. Si tratta del grande ed elegante complesso edilizio denominato Centro Direzionale Meucci, posto in angolo tra viale Randi e via Meucci, dove era stato annunciato l’insediamento, nel piano terra verso la corte interna, di una sala giochi, al posto di una storica agenzia di assicurazioni.

Da parte di condòmini, mi era stata espressa una forte preoccupazione, ritenendo che questo tipo di attività e l’utenza che richiama per l’intera giornata lavorativa ed oltre non sia compatibile con un insediamento direzionale di qualità com’è quello che caratterizza questo complesso. Non era ancora stato presentato alcun progetto, ma già ad una prima verifica avevo constatato come, purtroppo, il Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE) abbia classificato, semplicisticamente, le sale giochi come pubblici esercizi, alla pari di un bar o un ristorante. Richiedevo, tuttavia, un attento esame della dotazione di parcheggi e sulla necessità che dovesse essere richiesto un permesso di costruzione, anziché accettare una Denuncia di Inizio Attività (DIA).

L’assessore ha risposto che, effettivamente, nel maggio 2011, è stata presentata una DIA per ristrutturazione e cambio d’uso da ufficio a sala giochi. C’è stato un riconteggio dei parcheggi dell’intero comparto, giudicato conforme agli standard richiesti dal RUE. Niente altro contrasta con le norme urbanistiche-edilizie. Quindi la sala giochi è in arrivo. A me sembra, però, che siano stati commessi errori, di cui il primo  legittimerebbe un ricorso giudiziario al TAR da parte dei contro interessati.

Manca la dovuta dotazione di posti auto. Il RUE ne prescrive per gli esercizi pubblici il doppio rispetto agli immobili destinati ad uffici, esattamente un auto ogni 12,5 metri quadrati. La concessione di deroghe, come in questo caso, per un massimo “del 50 % con reperimento di spazi di sosta su area pubblica” è ammessa dopo “aver accertato che dalla deroga non derivino situazioni di pericolo o intralcio alla circolazione “. L’area pubblica è quella di via Meucci, già ora satura di parcheggio su entrambi i lati, con restringimento pericoloso della carreggiata. È una strada breve, di largo utilizzo, essendo la stessa su cui sorge la sede centrale di Poste Italiane. Il Piano Operativo Comunale (POC) prevede, nel 2010-2015, all’interno del “Polo provinciale direzionale viale Randi”, dopo il comparto ospedaliero, il comparto via Meucci, in cui costruire, con accesso dalla medesima strada, 21 mila metri quadrati di edifici ad uso pubblico o privato. Incomprensibile che vi siano ammessi posti auto in conto della nuova sala giochi.

Sembra non essersi tenuto conto, accettando una semplice DIA senza richiedere il permesso di costruzione, che il progetto non avrebbe dovuto risolversi in opere di trasformazione esclusivamente interne ai locali, dato che l’accesso alla sala giochi e la via di fuga non appaiono garantiti dall’unica ristretta porta-finestra affacciata sull’esterno.
Ma l’assessore non ha risposto alla domanda “politica” che avevo rivolto al sindaco: “se giudica adeguata la normativa di RUE che disciplina l’insediamento di sale giochi nel tessuto urbano del Comune di Ravenna in maniera così sommaria e indistinta”, e dunque se non ritiene che possa e debba essere rivista. Insisto su questo tema, in quanto consentire l’insediamento indiscriminato di sale giochi in ogni area urbana, alla pari di un bar o un ristorante o una pizzeria, non tiene conto delle ragioni di compatibilità ambientale e sociale che da più parti vi si oppongono. Con l’occasione, estendo il medesimo ragionamento alle sale scommesse, ai pub e alle discoteche, anche loro insediabili ovunque allo stesso modo.
 

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