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Saldi, Spadoni (Udc): "E' preoccupante dovere fare leva su questi per l'arrivo di denaro"

Lo afferma Gianfranco Spadoni, consigliere provinciale dell'Udc. "Non è pensabile, tuttavia, che il recupero del fatturato possa basarsi sulla vendita di fine stagione di quei prodotti di carattere stagionale o di moda, quando, appunto, la stagione è iniziata da così poco"

“Fra pochi giorni, vale a dire  il 4 gennaio, iniziano i saldi, ma restano i dati certi di un’economia statica dai risvolti preoccupanti che interessa tutti i settori a cominciare da  quello del commercio. E’ soprattutto preoccupante dovere fare leva sulle formule delle svendite e dei saldi per tentare di introitare denaro fresco indispensabile per sostenere le imprese commerciali penalizzate, come si diceva, da una profonda crisi e dal calo generalizzato  dei consumi”. Lo afferma Gianfranco Spadoni, consigliere provinciale dell'Udc.

“Non è pensabile, tuttavia, che il recupero del fatturato  possa basarsi sulla vendita di fine stagione di quei prodotti di carattere stagionale o di moda, quando, appunto, la stagione è iniziata da così poco. Allo stesso tempo  appare inconcepibile impostare  una normale attività economica sui saldi o sulle vendite promozionali,  anche se in realtà  questi sistemi da tempo praticati  rappresentano una  boccata d’ossigeno per le imprese.  - sostiene Spadoni - Le quali, come noto, sono ormai costrette ad inventare formule ai limiti della legge, pur di consolidare un po’ di più le vendite rispetto all’attività ordinaria. Si passa, infatti, dalla vendita di fine stagione, alle liquidazioni, alle vendite promozionali e a tutte quelle iniziative atte a smobilizzare il magazzino e ad aumentare le entrare”.

“Il settore, in ogni modo,  ha bisogno di riforme strutturali, incentivi mirati, provvedimenti in grado di favorire la ripresa dei consumi incidendo anche attraverso l’ introduzione sgravi fiscali. Una serie di ‘politiche’ indispensabili, ma che vanno nella direzione opposta se si toccano con mano le normative in vigore attraverso le quali la vita fiscale e amministrativa delle attività diventa insopportabile e ai limiti della sopravvivenza..  A livello locale, vanno adottate politiche più lungimiranti e meno penalizzanti, anche sul piano della viabilità, del trasporto pubblico e della sosta, per  consentire un migliore godimento del centro storico e rendere quindi più vivibile la vita economica e sociale della città. Andrebbero promosse, inoltre, iniziative strategiche di rilancio e di sostegno delle attività tradizionali ormai soffocate dalla grande rete distributiva”, chiude il consigliere.

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