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Sanità, pagamenti in 90 giorni. Accordo bipartisan in Regione

La soluzione al problema del ritardo dei pagamenti dei fornitori da parte delle Asl dell'Emilia-Romagna passa "dal confronto tra Regioni e Governo sul nuovo Patto per la salute"

La soluzione al problema del ritardo dei pagamenti dei fornitori da parte delle Asl dell’Emilia-Romagna passa “dal confronto tra Regioni e Governo sul nuovo Patto per la salute in modo da ridisegnare i meccanismi di trasferimento dei flussi di cassa”. Ma dal momento che è altrettanto “necessario intervenire per aiutare la crescita ed il rilancio dell’economia del sistema emiliano-romagnolo”, la Giunta regionale deve “adottare tutte le opportune iniziative per formulare nei confronti delle aziende sanitarie pubbliche gli orientamenti utili ad accompagnare le scelte locali ed aziendali, individuando scale di priorità da seguire”, comprese “misure idonee a tutelare le imprese che forniscono servizi e garantiscono occupazione” per evitare così il rischio di compromettere “la possibilità da parte delle stesse di pagare i lavoratori”.

È questo il senso della risoluzione bipartisan, il cui primo firmatario è il presidente della commissione Bilancio ed affari istituzionali, Marco Lombardi, del Popolo della libertà, presentata su mandato della stessa commissione dopo le dichiarazioni dell’assessore alla Sanità, Carlo Lusenti, sui ritardi nei pagamenti da parte dell’Asl.


Si tratta di un problema “grave e persistente”, sottolinea Lombardi, che però fa notare come “a fine novembre 2011 il tempo medio di pagamento rilevato a livello nazionale era di 305 giorni, mentre in Emilia-Romagna di 288” e soprattutto come, grazie ai fondi stanziati dal Governo, “da questo mese di marzo si ridurranno di almeno 90 giorni i tempi di attesa con cui le Aziende sanitarie pagano i propri fornitori”.

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