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Sanità, Ravenna in Comune: "Nella più grande Ausl della regione non si trova posto per una banale ecografia"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Il Direttore Generale dell’Ausl Romagna parla in un'intervista dei disagi che continuano al pronto soccorso dell’ospedale ravennate e dell’impossibilità di prendere appuntamenti per prestazioni sanitarie, salvo rivolgersi al privato. Invece di rassicurare sulle soluzioni che dovrebbe trovare lui per primo, ci dice: «I cittadini dovranno armarsi di pazienza e convivere ancora con disagi e disservizi». E allora ci troviamo d’accordo con una lettrice che così commenta: «Si lamenta per la mancanza di personale da assumere per far dimenticare che la “rimodulazione” (= chiusura) di servizi sanitari pubblici fu opera sua durante il precedente mandato. Conseguenza della “rimodulazione fu l’accreditamento delle strutture private e il trasferimento di risorse al privato, piuttosto che l’investimento sul sistema pubblico che ne risultò impoverito. Oggi nella Ausl più grande della regione non si trova posto per una banale ecografia nel sistema pubblico dall’oggi ai prossimi 60 giorni e ti vengono proposte strutture private oppure puoi prenotare nella Ausl di Imola, Bologna, Ferrara. Cosicché è facile pensare che il problema non è regionale ma deriva della gestione di questa nostra Ausl!». Parliamo del problema da un po’ e continuiamo a farlo. Del resto la nostra carta dei valori recita: «Prima di tutto la salute per tutti. La sanità pubblica non deve essere abbandonata ad uno stato d’emergenza e a cattivi manager selezionati per la solita, eterna, affinità politica. Migliorare la sanità pubblica come effettivo diritto universale è un obiettivo prioritario». Se le amministrazioni che si sono succedute alla guida della città e della regione ci avessero dato retta, forse la realtà non sarebbe così lontana dagli autoproclamati successi che si trovano solo nel mondo di fantasia del Sindaco e del Presidente della Regione. Da cui perfino il Direttore Generale dell’Ausl Romagna è costretto a prendere le distanze.

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