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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Politica

Sanità, Spadoni (LpRa): "Tante le priorità del Comune, dall'ospedale alle case della salute"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Numerose sono le questioni  riguardanti la sanità e il welfare, e altrettante sono le criticità sulle quali occorrerebbero correttivi seri. Ma dall’insieme delle problematiche ne avrei individuato tre che, a mio parere, rappresentano vere e proprie priorità. Tralascio volutamente l’argomento del Covid, naturalmente centrale per la nostra comunità e soprattutto al primo posto per chi, come l’A.USL, deve applicare misure di intervento, sorveglianza e assistenza anche se molte scelte che  ricadono, appunto, sul nostro ente sanitario sono legate alle direttive del ministero e della Regione. Per questo, l’autonomia gestionale organizzativa è limitata e subordinata. La triade, quindi su cui mi soffermo riguarda l’ospedale, le case della salute e, non ultimo, la gestione dell’emergenza della terza età e la presa in carico.

L’ospedale di Ravenna deve riacquistare un suo ruolo definito e il prestigio dei suoi anni migliori, partendo dal rilancio del Pronto soccorso ma anche dall’individuazione di specialità medico specialistiche in grado di raggiungere livelli di eccellenza. Il S. Maria delle croci è, di fatto, l’ospedale più grande della Romagna e sul quale occorre puntare in termini di risorse umane e tecnologiche. Non si tratta di fare una sterile competizione  fra ospedali, ma piuttosto quello di far crescere questo ospedale che da qualche anno ha visto un abbassamento se si raffronta, ad esempio, al Bufalini di Cesena o al Morgani di Forlì.

Un secondo aspetto di questa mia triade riguarda le Case per la salute. È stato compiuto qualche passo, è innegabile, ma se tali centri sanitari non sono in grado di rappresentare davvero un punto di riferimento per l’accesso dei cittadini alle cure sanitarie territoriali in cui gli utenti possano rivolgersi ogni momento nella certezza di trovare una risposta competente e adeguata ai diversi bisogni, l’obiettivo resta parzialmente raggiunto. Lo dimostra il fatto che il Pronto soccorso non ha diminuito il numero di accessi, anzi, forse sono aumentati, e questo fa sì che una finalità primaria sia rimasta solo sulla carta. Ma ancora c’è molto da fare perché il territorio trovi una rete di servizi adeguata con presidi di prevenzione e di cura intermedi  fortemente integrata con l’ospedale e con i medici di medicina generale.

Da ultimo, non certo per importanza, l’emergenza delle persone anziane,  fragili e con comorbilità o patologie che rendono difficile o impossibile la permanenza a domicilio. Certamente l’ambiente famigliare sarebbe l’ideale, ma il ricorso a strutture sanitarie residenziali è in forte aumento e i costi per le singole famiglie arriva a livelli molto elevati. In numerosi i casi il patrimonio accantonato dalle famiglie viene impiegato per affrontare queste situazioni in via di aumento, e in altri casi, non pochi nuclei famigliari si indebitano fortemente per fare fronte ad un bisogno forzato di assistenza. Nonostante si parli ormai da decenni di aumento dell’aspettativa di vita  con tutte le problematiche connesse, i nostri centri di accoglienza - Rsa, case protette, case di riposo, case famiglia - sono meno della metà rispetto a Francia, Spagna e Germania, e oltretutto i costi mensili sono davvero molto elevati per numerosi bilanci famigliari. Il Comune su tali argomenti ha competenze di base ed ha l’obbligo di individuare percorsi per migliorare la situazione ben sapendo che la salute rappresenta il bene primario.

Gianfranco Spadoni - Lista per Ravenna

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