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Giovedì, 23 Maggio 2024
Politica

"Sant’andrea come piazza kennedy, cemento sulla storia"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

"Fa piacere che Ave Ravenna sia ritornata sull’argomento dell’area retrostante Sant’Andrea Maggiore, con minuziosa dovizia di particolari e con un appello alla Soprintendenza, che a dire il vero parrebbe non essere interessata più di tanto alla memoria storica di Ravenna. Sant’Andrea Maggiore, antico edificio, monumentalizzato solo a seguito delle sue reliquie da Massimiano nell’antica regione Ercolana, fu trasformato, alla maniera ravennate dell’ultimo secolo, col consenso di chi da sempre ormai governa questa città, in un bel condominio. Le due navate laterali, oggi irriconoscibili, sono al momento disabitate. 

È giusto ricordare che nel trecento, sulla destra, a fianco della chiesa, fu costruito un monastero di Benedettine, con relativo chiostro, che in parte insisteva su quello che fino a ieri è stato il parcheggio ACI. Su questi argomenti c’è tutta una letteratura. Oltre a Santi Muratori, ne hanno scritto, in tempi più recenti,  E. Cirelli e G.F. Andraghetti. Ci sono studi, anche fotografici, con estrema dovizia di particolari, prodotti nel 1988 e ripresi nel 2012, dell’arch. ravennate Daniele Vistoli. In particolare, mi è rimasta impressa la foto, purtroppo senza data, vista nell’archivio dell’architetto proprio questa estate, di un’ex navata, che evidenzia una fossa per lo spegnimento della calce, di profondità circa due metri, il cui fondo spaccato lascia intravedere il pietrame della vecchia chiesa immerso nell’acqua con ampie tracce di calcestruzzo pozzolanico. 

L’idea di continuare a cementare siti archeologici accertati, propria dell’incultura di chi ci governa a tutti i livelli e dell’inerzia generale, delude profondamente, ma non limita la nostra combattività. Il PAIR (Piano Aria Integrato Regionale) prevede la chiusura al traffico motorizzato di tutti i centri storici entro il 2020, con una verifica del percorso anticipata al 2017. Il recente COP 2021 (Conferenza delle Parti) di Parigi e tutta la letteratura in merito ci spiegano come le nostre città, compresa Ravenna, detengano il primato non invidiabile della mortalità da inquinamento urbano. Allora vien da chiedersi perché continuiamo a proporre parcheggi a raso cementati in centro storico, ultimo quello ex Aci di via Port’Aurea, in siti archeologici pluriaccertati? Perché ci vogliamo tanto male, cementificando la nostra storia, il maggiore giacimento che abbiamo? Dobbiamo risvegliarci tutti, in primis le forze politiche di ogni parte, e attivarci con ogni genere di iniziativa che riesca a scuotere le nostre coscienze e il senso delle nostre responsabilità. Nel festival di piazza Kennedy hanno vinto facile i pozzetti di ghisa/cemento delle latrine, seminati ovunque, con cui i giornali tedeschi ci hanno sbeffeggiato. Capitale Italiana 2015 sì, ma dell’incultura".

Pasquale Minichini - Lista per Ravenna
 

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