Sardine in piazza a Castel Bolognese: "Votiamo per un'Emilia-Romagna più unita"

In tanti si sono riuniti in piazza Fanti di fronte al monumento della staffetta partigiana con striscioni, sardine di cartone e all'uncinetto, ma anche con una "sardina ecologica" di quattro metri

Domenica mattina le "sardine" sono tornate in piazza, questa volta a Castel Bolognese. In tanti si sono riuniti in piazza Fanti di fronte al monumento della staffetta partigiana con striscioni, sardine di cartone recitanti frasi di Dante Alighieri e sardine all'uncinetto, ma anche con una "sardina ecologica" di quattro metri per dire no alla plastica e per un mare pulito.

Salendo su di una panchina e con tanto di megafono ha preso la parola Sirin Ghribi, "sardina" nata in Italia da genitori tunisini ("quindi per Salvini io sarei una galeotta") e candidata al consiglio comunale con il sindaco Luca della Godenza alle elezioni amministrative 2019. "Da sempre ho vissuto una situazione di razzismo, ma mai come al giorno d'oggi - ha spiegano Sirin - Il fatto che sia bilingue e biculturale dovrebbe essere un trampolino per il mio lavoro e le mie esperienze, in realtà non è così. Salvini in poco tempo è riuscito a spargere, insieme a tutta la sua combriccola, un odio pazzesco verso lo straniero e il diverso. E quando parlo di diversità non parlo solo di origini, ma anche di cultura, lingue, mentalità. Anche se alle elezioni Salvini ha avuto molti voti, noi dobbiamo riuscire il 26 gennaio a votare per un'Emilia-Romagna più unita. Il bello dell'iniziativa delle sardine è che, nonostante in Regione ci sia un po' di screzio tra emiliani e romagnoli, con le sardine siamo riusciti tutti quanti a riunirci".

La giovane ha poi letto la testimonianza di una partigiana castellana, prima di dare la parola ad alcuni "colleghi" che hanno recitato i primi articoli della Costituzione italiana. Tra il pubblico era presente anche Edoardo Caroli, amministratore delle sardine ravennati: "Vedo tante facce familiari e spero tanto di vedervi anche a Bologna, perchè la solidarietà non solo la si riceve ma la si dà anche - ha chiuso la manifestazione Caroli - E' bellissimo vedere come il movimento delle sardine sia transgenerazionale, dai più piccoli agli anziani: siamo tutti uguali, persone che non stanno sedute sul divano ma che si chiedono cosa possiamo fare per lo Stato e per i loro concittadini". Poi tutte le sardine ai sono strette attorno al monumento della staffetta partigiana per un selfie di gruppo.

La Lega: "Le sardine sono il sintomo della malattia della sinistra emiliana"

“Le sardine a Castel Bolognese? Sono il sintomo della malattia della sinistra emiliana”. Commenta così la candidata della Lega alle prossime elezioni regionali del 26 gennaio Samantha Gardin. “Le piazze pacifiche sono da rispettare, meglio se sono riunite per qualcosa che contro qualcuno - continua Gardin - Sul fatto che le sardine guardino a sinistra non c'è dubbio, quindi non tolgono voti a noi. Il fatto che alle loro adunanze non portino bandiere e simboli dimostra, in realtà, quello che è il loro vero messaggio: sono il sintomo della malattia della sinistra emiliana. L'assenza di simboli di partito è infatti la dimostrazione del fatto che il loro unico collante è l'anti-leghismo. Nei fatti, il movimento delle “sardine” dice un'altra cosa molto chiara: il Pd, come i suoi dirigenti, anche locali, viene oggi percepito come un apparato totalmente screditato sotto un profilo democratico progressista, vissuto come parte integrante dell’establishment, come un “estraneo” rispetto alla cittadinanza attiva, un pezzo della “Casta”, insomma. Da qui le ragioni per le quali il movimento delle sardine si è accreditato: per dare voce ai cittadini di quella parte politica che oggi è allo sbando e non riesce più a rappresentarli. In ogni caso le piazze, quando sono civili e composte, ben vengano, anche quelle di sinistra. Che la piazza di sinistra esista mi pare onesto riconoscerlo, che questa sia prevalente mi sembra arbitrario e fazioso”.

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