Martedì, 18 Maggio 2021
Politica

Elezioni, nervi tesi nel M5S: è scontro con Francesca Santarella

"Abbiamo sempre cercato di tenere unito il Movimento- argomenta- ma tutti i presupposti sono stati vanificati"

Pietro Vandini nella foto con Beppe Grillo

Nervi tesi nel Movimento 5 Stelle di Ravenna mai cosi' vicino alla spaccatura. Nella tradizionale riunione del meetup del lunedi', sono dovuti intervenire anche i Carabinieri, chiamati dagli "scissionisti" capeggiati dal consigliere comunale Francesca Santarella, che hanno comunque dovuto registrarsi e firmare una liberatoria. L'aria e' evidentemente tesa e nel corso della serata gli applausi agli interventi si mischiano con gli insulti. Chiamata piu' volte a spiegare i motivi per la presentazione di una seconda lista, Santarella chiarisce come alla base della scelta ci sia l'esclusione. "Abbiamo sempre cercato di tenere unito il Movimento- argomenta- ma tutti i presupposti sono stati vanificati". Il consigliere comunale punta il dito contro le riunioni carbonare tenute "in completa segretezza per me e per altri esponenti come Cinzia Pasi e Roberta Babini". Faccia a faccia nell'hotel di Filippo Donati in cui sarebbe maturata la candidatura a sindaco di Michela Guerra.

"Siamo stati esclusi senza motivo dalle riunioni preparatorie a partire da quest'estate", ribadisce Santarella, e cosi' "sono crollate tutte le speranze" di potere dare un contributo e tenere serrate le fila dell'M5s ravennate. Da qui la scelta per una seconda lista che, proprio nel nome dell'unita', assicura, sarebbe dovuta rimanere segreta fino alla certificazione ufficiale da parte del Movimento. "Tutte falsita', basta alle scene da libro Cuore finto", ribatte il vicino di scranno a Palazzo Merlato, Pietro Vandini. Santarella, ragiona, e' "incapace di integrarsi", cosi' una ventina di attivisti, "me compreso", ha optato per confrontarsi senza di lei, fermo restando che le decisioni vere e proprie sarebbero state prese all'interno del meetup.

Tra l'altro, attacca Vandini, tra chi si rifiuta di confrontarsi con Santarella ci sono anche esponenti ora presenti nella sua lista, come Johnny Sabadin e Piero Bosi. "In democrazia- sottolinea Vandini- chi convince le persone vince. Voi avete partecipato fino all'ultimo e quando vi siete resi conto che le cose non vi andavano piu' bene avete fatto una lista segreta nel modo piu' sporco possibile". Tra l'altro, aggiunge, era stato proposto a giugno di fare due liste per trovare poi una sintesi. Insomma "le riunioni nascoste sono balle", conclude Vandini svelando che Sabadin ha fatto pressioni su Michela Guerra nei giorni successivi alla morte del padre perche' fosse lui il candidato sindaco. "Cose da voltastomaco".

I tempi non sono definiti ma Vandini vuole che si faccia in fretta per evitare di bruciare il lavoro fin qui fatto. Questa "sceneggiata tragicomica" va tutta a favore del Partito democratico e del binomio Lega Nord-Lista per Ravenna, sostiene. E se venisse certificata la lista Santarella, Vandini non avrebbe "nulla a che spartire con quelle modalita' dell'M5S, le stesse utilizzate dagli altri partiti di opposizione in citta'". Non solo. Sarebbe pure un "precedente pericoloso". Il fatto e' che sotto le Regioni non ci sono regole precise per la scelta dei candidati, per cui "si fa fatica e si muovono gli infiltrati. Vorrei- aggiunge- per il bene del Movimento ravennate che si decida in fretta. Ci arrivano decine di mail da parte di comitati e associazioni che vogliono confrontarsi. Il Pd deve sperare che a vincere sia Santarella, cosi' sarebbe fatta. Altrimenti, se vinciamo noi, deve avere paura". Vandini ha gia' avuto contatti con i parlamentari che si occupano dei meetup e che hanno in mano, conclude, "tutti gli elementi per avere coscienza di quello che succede a Ravenna". (fonte Dire)


 

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