Giovedì, 23 Settembre 2021
Politica

Scuole, Ravenna in comune: "Il caos di questi giorni causato da mancati investimenti su scuola e trasporti"

"Spazi inadeguati, precariato, classi pollaio e trasporti che mancano", Ravenna in Comune attacca l'Amministrazione rispetto ai problemi segnalati alla riapertura delle scuole

La scuola riparte nel caos, come il sindacato aveva ampiamente previsto. Dal precariato dilagante, ai trasporti che mancano, dalle carenze nel sostegno, alle classi pollaio. E poi si aggiunge il Covid-19. Se non bastasse il virus, c’è il green pass che non viene caricato dalle piattaforme di controllo e impedisce l’accesso anche a chi ha un tampone negativo. E poi ci sono iniziative, a dir poco deliranti, per promuovere la vaccinazione: tipo chiedere ai ragazzi non vaccinati di alzare la mano e di spiegare il motivo di tale scelta. In tutto questo caos cosa c’entrano le nostre locali Amministrazioni? Tantissimo". Questo il duro attacco della lista Ravenna in Comune all'Amministrazione De Pascale.

"Se, come avrebbe voluto Ravenna in Comune, si fosse investito sulla scuola e sui trasporti come servizi pubblici essenziali, ci troveremmo in condizioni sensibilmente migliori. Invece - prosegue la lista civica - il contributo delle Amministrazioni locali è stato sì rilevante, ma in negativo, ed è dipeso essenzialmente da quanto fatto, o meglio, non fatto sia in questi due anni che in quelli che li hanno preceduti. L’edilizia scolastica è di competenza comunale (nidi, scuole dell’infanzia, primaria e secondaria primo ciclo) e della provincia (secondaria secondo ciclo). Perciò dipende da queste amministrazioni, negli ultimi cinque anni “capitanate” entrambe da Michele de Pascale, se le scuole non sono state messe a norma quanto a sicurezza, antisismica, ecc". 

"Così come se gli spazi sono inadeguati. Così come le scelte di pagare affitti, in genere alla curia, invece di investire su edifici moderni in proprietà pubblica. Il Comune, poi, e quindi il Sindaco e la Giunta e la sua maggioranza di centro sinistra, ha la competenza sul personale scolastico di nido e ed infanzia e sul mondo degli educatori. Quello stesso mondo che ha mostrato tutte le criticità e le diseguaglianze di trattamento (più correttamente, sfruttamento) durante il lockdown - attacca Ravenna in Comune - Così come sono sempre più evidenti le crepe del sistema delle convenzioni con il privato (anche qui le scuole cattoliche FISM) rispetto al diretto intervento del pubblico. Ultime le vicende di Roncalceci". 

"E, ancora, le carenze nei trasporti chiamano in causa Start Romagna che vede in Ravenna Holding e, quindi, nel Comune di Ravenna, il socio di maggior peso. Non si cerchi, dunque, di gettare tutte le responsabilità sull’emergenza Covid-19. Sono le scelte del centrosinistra e di de Pascale pre-Covid la causa dell’aggravamento dei problemi della scuola, per quanto sicuramente acuiti dalla pandemia. In questa luce vanno letti i programmi elettorali sulla scuola della coalizione di de Pascale - conclude Ravenna in Comune - Perché a contare, per valutare la credibilità delle previsioni per il futuro, sono i fatti del presente".

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