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Si elegge il consiglio provinciale, Ravenna in Comune: "Presa in giro, non esprimeremo preferenze"

Mercoledì 31 ottobre verranno rieletti i componenti del Consiglio Provinciale di Ravenna. Si tratta di una nuova tornata elettorale riservata ai soli sindaci e consiglieri comunali dei 18 comuni che compongono la Provincia

Mercoledì 31 ottobre verranno rieletti i componenti del Consiglio Provinciale di Ravenna. Si tratta di una nuova tornata elettorale, dopo quella dell’agosto 2016, riservata ai soli sindaci e consiglieri comunali dei 18 comuni che compongono la Provincia di Ravenna. "I cittadini sono esclusi dal voto in una istituzione territoriale che esiste e resiste nonostante i danni inferti dalla Legge Delrio del 2014: una legge nata per durare giusto il tempo dell’attuazione di quella riforma costituzionale che Renzi aveva preteso, venendo però sconfitto dal voto dei cittadini nel referendum di due anni fa - commentano dal gruppo consiliare Ravenna in Comune - Una legge che doveva regolare lo smantellamento dell’istituzione provinciale e che invece ne vincola l’attuale sopravvivenza. L’attuale istituzione della Provincia di Ravenna ha ancora importanti compiti, ma è in perenne ricerca delle risorse finanziarie per adempierli. Per anni ha smantellato la propria macchina amministrativa e si trova invece ora nella paradossale necessità di assumere personale: sono in corso bandi per 12 posizioni lavorative, compresa la figura di un dirigente. La responsabilità di tutto ciò è sicuramente del Partito Democratico, che dell’attuale disastro amministrativo è il primo colpevole. Non risulta peraltro che il corposo “contratto” di governo grazie a cui 5 stelle e Lega si sono spartiti il Consiglio dei Ministri si preoccupi in alcun modo di risolverlo. Riteniamo indispensabile segnalare ancora una volta oggi l’impossibilità di continuare a far finta di niente, mentre viene inesorabilmente trascinata alla deriva una macchina amministrativa chiamata a rispondere ad importanti esigenze di quasi 400.000 persone su un territorio di circa 2.000 chilometri quadrati. Siamo d’altra parte consapevoli che, purtroppo, il livello amministrativo comunale non ha competenza per porvi rimedio. In questo contesto, la scelta tra i candidati delle due liste in lizza appare un esercizio inutile e anche fuorviante, visto che rappresenterebbe per Ravenna in Comune dare legittimità ad un quadro desolante dal quale invece dobbiamo spingere per uscire. Perciò annunciamo pubblicamente, in coerenza con quanto sopra espresso, che parteciperemo al voto ma senza esprimere alcuna preferenza tra le liste che hanno presentato candidati".

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