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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Politica

La tragedia di Rosario Artiaco: "Basta disgrazie sulla strada dei Tre Ponti"

E' quanto affermato il capogruppo in consiglio comunale di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, e il consigliere territoriale Alessandro Garofalo

"Sul tragico incidente che, nei pressi dell’intersezione tra le vie Bisanzio e Sant’Alberto, ha tolto la vita a Rosario Artiaco, appena diciannovenne, gettando nella disperazione la signora che l’ha investito serve una riflessione serena su come rafforzare le condizioni di sicurezza su questo percorso, venendo possibilmente incontro alle ragionevoli richieste di mobilità degli utenti". E' quanto affermato il capogruppo in consiglio comunale di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, e il consigliere territoriale Alessandro Garofalo.

"Via Bisanzio è il primo tratto della strada provinciale che, proseguendo sul tratto extraurbano della via Sant’Alberto, conduce alla località omonima - affermano gli esponenti della lista civica -. La carreggiata dell’intero tracciato, larga ben 14 metri, consentirebbe agevolmente il traffico veicolare nei due sensi, se non ci fossero di mezzo, nella parte finale, prima delle rotonda sulla statale Romea Dir, i lavori di rifacimento dei Tre Ponti. La carreggiata è stata così ridotta ad una sola corsia di marcia, che l’amministrazione comunale ha disposto in direzione della città. Di qui il divieto di accesso dall’inizio di via Bisanzio fino ai Tre Ponti. L’illuminazione pubblica sull’intero tragitto è presente, con otto punti luce, solamente a cavallo dell’intersezione delle stesse vie Bisanzio e Sant’Alberto col vecchio tratto urbano di via Sant’Alberto (all’altezza delle case INA). Un testimone afferma che da qui provenisse Rosario. I tre lampioni stradali posizionati sull’intersezione erano funzionanti al’atto dell’incidente, gli altri cinque, immediatamente a ridosso, no. Erano spenti, in particolare, i quattro posizionati appena oltre l’intersezione verso i Tre Ponti, dove verosimilmente si trovava Rosario".

"Ci era già stato però segnalato più volte che l’obbligo di circolazione nel solo senso di marcia verso Ravenna non è a molto rispettato, in particolare da coloro che risiedono o prestano attività lavorativa nella stessa Sant’Alberto fino ai Tre Ponti o che si recano al crossodromo tramite uno stradello laterale - continuano Ancisi e Garofalo -. Essendoci in tale tratto tutta la larghezza necessaria per il doppio senso di marcia, ritengono infatti vessatorio, oltre che dispendioso e maggiormente inquinante, che siano imposti loro, per recarsi a casa, i lunghi tragitti alternativi della via Romea Nord o della via Canalazzo, che richiedono di percorrere successivamente la camionabile Romea Dir. Questi percorsi sono peraltro sconsigliabili per le biciclette e i ciclomotori, causa le ragioni di insicurezza determinate dai volumi di traffico e dalle sezioni stradali ridotte. Si pensi che, ragionevolmente, Rosario stava andando verso casa, a Savarna, in bicicletta. Chi dai Tre Ponti va in auto verso Ravenna, se sa che vige il senso unico nella sua direzione, senza eccezioni, tende a ritenere che nessuno gli venga incontro. Di notte, la scarsa illuminazione pubblica può contribuire a non percepire il pericolo".

"Ci sentiamo dunque di proporre all’amministrazione comunale le seguenti indicazioni operative per rafforzare la sicurezza del tratto via Bisanzio/via Sant’Alberto fino ai Tre Ponti, anche in considerazione che l’agibilità dei nuovi Tre Ponti stessi si avrebbe, nella più ottimistica previsione, solo nel marzo 2017 - aggiungono -. Il tragitto dalla rotonda Svezia ai Tre Ponti ha la caratteristica di una strada a fondo chiuso, come del resto recita il segnale stradale posto all’altezza dell’intersezione con la vecchia via Sant’Alberto, che ne indica la chiusura ad un chilometro di distanza. Si potrebbe consentirne l’accesso da questo lato, fino ai Tre Ponti, ai veicoli di chi vi risiede o vi lavora o si reca al crossodromo. Sul lato ovest dei Tre Ponti in ricostruzione  il tratto di carreggiata impedito alla circolazione potrebbe sostenere il passaggio delle biciclette o anche di altri veicoli a due ruote. Del resto, fino al 23 ottobre 2014, vi circolavano gli autoveicoli di ogni peso. Si verifichi la possibilità di  consentire a tali veicoli leggeri di percorrere l’intero tragitto fino alla rotonda sulla Romea Dir".

Concludono: "In ogni caso, deve essere rafforzata, anche con segnaletica stradale luminosa, l’indicazione dei divieti imposti e della situazione di pericolo in  prossimità dell’intersezione in causa. Si deve migliorare il controllo sul funzionamento degli impianti di illuminazione esistenti e posizionarne dei nuovi sull’intera via Bisanzio, essendo essa classificata come strada urbana di quartiere. Si programmino infine i controlli della polizia municipale atti a sconsigliare le infrazioni al codice della strada. In tal senso si chiede al sindaco di riferire sulla sua disponibilità". 
 

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