Politica

Sindaco contro la manifestazione in piazza, il Movimento 3V: "Dissenso sinonimo di democrazia"

Contro l'evento si è schierato il sindaco de Pascale, definendo "vergognosa la manifestazione di no vax assembrati senza mascherine"

Ha destato grande clamore la manifestazione svoltasi sabato pomeriggio in piazza del Popolo organizzata dal Movimento 3V insieme ai 'No mask' di Cesena, durante la quale sono state identificate e multate una decina di persone da parte della Polizia locale. Contro l'evento si è schierato il sindaco de Pascale, definendo "vergognosa la manifestazione di no vax assembrati senza mascherine".

"Riteniamo che la vera vergogna è il comportamento di un Governo che nasconde ai cittadini tutti gli incartamenti in merito alle decisioni del “fantomatico" Cts - replica il Movimento 3V al sindaco - Quindi, senza alcuna possibilità di conoscere e valutare da parte degli italiani, impone regole assurde, spesso contraddittorie e in netto contrasto con la Costituzione. Vogliamo ricordare al primo cittadino che manifestare il proprio dissenso è sinonimo di democrazia. Che, pur non condividendole, abbiamo richiesto il rispetto delle regole più volte. Che il nostro movimento è sempre restato nella legalità avendo tutti i permessi in regola. Che lo spostamento per ascoltare i nostri relatori è “garantito” anche in questo periodo e che l'insulto ai tanti imprenditori, studenti, lavoratori, famiglie che da ormai mesi patiscono una situazione gravosa di disagi e privazioni che ha portato ad una crisi economica e sociale senza precedenti è dovuto a scelte opinabili da parte del governo composto dai suoi colleghi di partito. Continueremo a manifestare il totale disaccordo con le politiche restrittive del Governo e la crisi democratica a cui assistiamo da troppo tempo".

"La manifestazione di sabato a Ravenna non era una manifestazione di no vax, come frettolosamente l'ha voluta definire il sindaco - aggiunge l'avvocato del Foro di Ravenna Claudio Fabbri - Chiedere che sia fatta verità per salvare la libertà ed i diritti dei lavoratori non significa essere un no vax, e il sindaco dovrebbe farsi qualche domanda. Credo che lo stesso dovrebbe essere più accorto nell'uso di questo termine, perché la democratica manifestazione del pensiero in modo pacifico dovrebbe fare vergognare solo colui che ha creato il problema per cui si protesta. Se c'è qualcuno che dovrebbe provare vergogna è chi accetta passivamente che una intera nazione venga tenuta ostaggio di norme spesso di contestata incostituzionalità e fondamento giuridico. A cui va aggiunta la grave crisi economica, sociale e culturale che tutto questo si sta portando dietro. Chi dovrebbe provare vergogna è chi sta incitando a quella che è da considerarsi una vera delazione per fatti tutt'altro che criminali, con un richiamo che fa venire alla mente regimi che non si conciliano con un regime democratico. Regime democratico, il nostro attuale, nel quale ancora esiste (e deve essere sempre tutelato ed esercitato) il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Si ricordi il sindaco che l'esercizio di un diritto costituzionale non può mai considerarsi offensivo e tantomeno può arrecare offesa ai ravennati. E che se da lunedì la regione passerà a colore arancione, ciò sarà dovuto al solo fatto che il Governo ha cambiato modo di calcolare l'indice RT: non si guarda più ai casi, ma ai vaccini eseguiti. E l'incombente obbligo vaccinale sa di TSO e di violazione della Costituzione. Chi ha a cuore la libertà e la verità, sotto l'egida della Costituzione nata dalla Resistenza, non può stare a guardare".

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