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Giovedì, 23 Maggio 2024
Politica

Solidarietà alle vittime in Francia, Lega Nord e LpR: "Matteucci strumentalizza"

Il primo mattino dopo l’eccidio jiadista di Parigi, Lega Nord e Lista per Ravenna decise di organizzare in breve tempo una propria rappresentanza, per trovarsi alle 11.45, senza darne comunicazione pubblica, davanti alla sede del consolato francese a Ravenna

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Il primo mattino dopo l’eccidio jiadista di Parigi, Lega Nord e Lista per Ravenna decise di organizzare in breve tempo una propria rappresentanza, per trovarsi alle 11.45, senza darne comunicazione pubblica, davanti alla sede del consolato francese a Ravenna per deporvi in silenzio dei fiori, portati dai singoli partecipanti, e abbracciare simbolicamente le vittime e i loro familiari con la preghiera e una benedizione, il cui breve rito è stato celebrato da un sacerdote della parrocchia locale. Alle 12.00, il sindaco di Ravenna Matteucci aveva invece organizzato una manifestazione in piazza del Popolo, allo scopo di celebrare l’esposizione della bandiera francese, peraltro doverosa, che avrebbe fatto al balcone di piazza del municipio alla stessa ora. “Libertà di cordoglio”, abbiamo commentato. Se non fosse che Matteucci ha successivamente dichiarato: “Alla cerimonia erano presenti in piazza tutte le Autorità della città e dello Stato. Sono sorpreso e amareggiato di questa diserzione”, ciò che gli ha consentito di ottenere, tra gli altri, il seguente commento pubblico: “A Ravenna c'è chi riesce a fare dei distinguo anche su una roba simile. E invece di andare in piazza a mezzogiorno all'invito del sindaco sceglie di andare in via Oslavia al consolato francese alle 11.45”.

Di fronte ad un uso così distorto e scorretto della pietà popolare per un’immane tragedia civile, ci sentiamo in dovere di pubblicare di seguito la dimostrazione della malafede di Matteucci.

Aggiunto che verso le 8.30, da testimonianze inoppugnabili, egli ha effettuato telefonate di persona sul suo evento, tra cui a taluni giornali, quanto sopra dimostra che il preteso “invito a tutti i ravennati” è stato inviato solamente rivolto ai suoi 566 personali follower di twitter, tra cui non ci sono il consiglio comunale, che rappresenta in democrazia il Comune più di lui che rappresenta la maggioranza, e alla stampa. I consiglieri comunali e i partiti e movimenti politici non hanno ricevuto nessun invito, neppure per telefono o in altro modo da internet, non potendo esserne altrimenti informati.

A tutt’oggi non ci ha ancora chiesto scusa, a maggiore dimostrazione che egli usa il mandato ricevuto di primo cittadino a meri fini politici personali, che in vicinanza delle elezioni, assumono il taglio della campagna elettorale, anche quando, a parole, richiama l’unità dell’intera cittadinanza a fronte di lutti che colpiscono l’intera umanità degna del nome.

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