menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

"Spiagge, cultura e natura": sindaco e assessore indicano al Ministro la ricetta per rilanciare il turismo

Con una lettera al ministro Garavaglia, De Pascale e Costantini identificano le linee guida della ripartenza: "Investimenti, visione di sistema, strumenti di pianificazione e governance"

Spiagge, siti culturali, parchi naturali e naturalmente il settecentenario di Dante. Parte da Ravenna una lettera al Ministro del Turismo Massimo Garavaglia a firma del sindaco Michele de Pascale e dell'assessore al Turismo Giacomo Costantini che vuole indicare le linee guida per il rilancio del comparto turistico dopo la crisi causata dall'emergenza Coronavirus. 

"Egregio Ministro Garavaglia, nell’augurarLe un buon lavoro vogliamo portare alla Sua attenzione una serie di istanze e proposte frutto di una sintesi di competenze della nostra Città, che ci auguriamo possano essere un utile contributo al difficile lavoro che abbiamo di fronte. Se ci siamo proposti di farlo è per diversi motivi, a partire dal posizionamento e l’offerta di Ravenna: tra le principali destinazioni italiane secondo il Report annuale Istat sulle presenze turistiche (2,8 milioni di presenze tra strutture ricettive e appartamenti per uso turistico), forse è l’unica a riassumere nel proprio territorio tre tra i maggiori comparti turistici italiani: Balneare, 35 km di spiagge e circa 220 stabilimenti balneari; Città d’Arte, 8 monumenti Unesco, la Tomba di Dante e siti di grande valore archeologico; Natura, il Parco del Delta del Po si estende per circa 16000 ettari nel territorio di competenza del Comune. Diverse sono le zone di alto valore naturalistico come pinete e lagune, 4 riserve naturali, 3 visitor center.

La nostra città inoltre, grazie ad un ambizioso investimento corale da parte di enti locali e fondazioni bancarie, sta ridisegnando alcune aree che raccontano la storia d’Italia anche attraverso il recupero di edifici storici. In particolare nei prossimi anni saranno tre gli spazi museali portati a compimento: Classis Ravenna - Museo della città e del Territorio (inaugurato a fine 2018), Museo Dante (di imminente inaugurazione) e Museo Byron e Risorgimento (in programma di apertura per il 2022). Come Lei ben saprà ricorrono nel 2021 i 700 anni della morte del Sommo Poeta. Un appuntamento che abbiamo preparato con attenzione, investendo ingenti risorse e competenze. Non possiamo nascondere una grande amarezza: erano cento anni che Ravenna aspettava questo 2021 e nessuno poteva immaginare di viverlo in questo modo, ma continuiamo a investire con convinzione sia perché la cultura è il vero ristoro dell'anima, sia perché può essere un grande motore economico. Ciò che però ci fa ambire più di ogni altra cosa a contribuire all’azione del neonato Ministero del Turismo, è il metodo di confronto che la nostra amministrazione coltiva con le associazioni datoriali e dei lavoratori. Le priorità raccolte da associazioni di categoria su ristori e sostegni interpretano perfettamente le urgenze per supportare la sostenibilità delle imprese, ma dal confronto nasce anche la consapevolezza che occorre compiere un ulteriore sforzo che ponga basi solide alla ripresa organica del comparto turistico italiano.

Abbiamo ragionato su tre linee guida: misure di investimento e rilancio, visione di sistema, strumenti di pianificazione e governance. A nostro avviso si deve partire da misure di investimento strutturate e continuative che avviino una seria politica di riqualificazione, che includa tutto il settore ricettivo: alberghiero, extralberghiero, turismo all’aria aperta (purché gestiti da soggetti imprenditoriali). Tali misure devono essere rese accessibili anche a imprese medie e piccole. Il ricettivo è centrale per lo sviluppo del sistema turistico e negli ultimi anni si è trovato a competere con destinazioni estere sempre più performanti a livello di infrastrutture e competitive a livello fiscale. A questo si somma un costante aumento della intermediazione delle OTA che oltre a limitare i margini di guadagno, aprono la concorrenza a mercati non regolari.

Per questo pensiamo sia utile prevedere misure che facilitino gli investimenti, creando anche ricaduta economica positiva su altri settori: bonus 110% anche per le strutture ricettive; Bonus Facciata. Alberghi e residenze turistiche sono protagonisti dei nostri centri storici e lungomare; Ricambio generazionale. L’età media in questo settore è alta e comunque sono molte le aziende familiari che rischiano di non trovare nessun acquirente per imprese così complesse e con costi molto alti per il subentro. La proposta potrebbe essere quella di creare un fondo gestito da Cassa Depositi e Prestiti per il sostegno e l’affiancamento di società con maggioranza di under 40; Dotare i Comuni degli strumenti idonei per il contrasto dell’abusivismo ricettivo prodotto da piattaforme web che agiscono su scala internazionale.

Altra priorità è un rilancio rapido del settore che permette nel più breve tempo di tornare ad un flusso di cassa in grado di sostenere le operazioni ordinarie delle imprese. Crediamo che il bonus vacanze sia stata una buona esperienza, non solo da ripetere ma da istituzionalizzare. In aggiunta al bonus, che deve comunque essere migliorato per la fruizione di cittadini e imprese, proponiamo: Viaggio come salute: detrazioni per spese di turismo legate a scopo curativo; Viaggio come arricchimento personale: detrazione per spese in mobilità sostenibile, musei, teatri, concerti, visite guidate e laboratori esperienziali effettuate durante il viaggio; Viaggio come formazione: sostenere il turismo scolastico, un investimento sia in formazione e conoscenza che in notorietà e reputazione: le famiglie spesso tornano nei luoghi visitati nelle gite scolastiche.

Visione di sistema significa ragionare su una filiera turistica allargata coinvolgendo nelle politiche e nelle azioni di valorizzazione chi avvia o investe in attività legate indissolubilmente al Made in Italy come Gallerie d’arte, laboratori di artigianato artistico, e aziende produttive che permettono visite guidate in sicurezza. Va premiato inoltre chi investe nel miglioramento dei servizi di mobilità pubblica e privata a scopi turistici, puntando su abbattimento dell’impatto ambientale e intermodalità. Quello italiano è un sistema turistico che nella dimensione piccola e familiare delle imprese trova croce e delizia. In questo senso occorre prevedere incentivi per favorire le aggregazioni di imprese, in particolare nel settore ricettivo, accoglienza e somministrazione al fine di migliorare i servizi verso gli ospiti grazie alle economie di scala generate. Visione di sistema significa soprattutto investire sulla totalità dell’enorme patrimonio culturale e ambientale dedicando maggiori risorse e non solo in chiave di tutela, ma di fruibilità e accessibilità: siti Unesco, parchi naturali e spiagge.

Dobbiamo trovare spazio nel nostro progetto di Recovery Fund per qualificare, modernizzare, proteggere e rendere disponibile tale patrimonio, anche con un impiego di maggior personale e migliori competenze dove necessario. Investire in tecnologie che aumentino l’esperienza e favoriscano la fruibilità e investire maggiormente in servizi per l’accessibilità di questi luoghi, significa portare l’enorme patrimonio italiano alla portata di tutti. Questo è anche un nostro dovere in quanto custodi di tanta ricchezza. Cura del paesaggio e bellezza, sono elementi che devono contraddistinguere la nostra qualità della vita e di conseguenza la nostra offerta. In tal senso i Comuni devono essere resi protagonisti, attraverso bandi per la rigenerazione urbana e per la valorizzazione di centri storici di città d’arte e borghi rendendoli unici grazie al coinvolgimento di professionisti del design, dell’architettura e dell’artigianato artistico italiano.

Tutto questo sarebbe un eccezionale motore di crescita nel medio e lungo periodo, ma nulla può essere davvero costruito senza una programmazione condivisa che coinvolga pubblico e privato. Una agenda nazionale per il turismo rinnovata anno per anno e che parta da una seria, costante e consapevole analisi dei dati. Analisi dell’offerta e della domanda, studio sull’evoluzione dei mercati e sull’evoluzione delle abitudini di pubblici consolidati e potenziali. Per far questo il Ministero potrebbe dotarsi di un’agenzia speciale per l’analisi dei dati. Questa costituirebbe una costola che supporta il ruolo di coordinamento del Ministero e affianca Regioni, destinazioni e imprese nel compiere scelte ponderate. Un percorso solo di recente avviato da Enit e che va potenziato e ben strutturato in quanto rafforza un corretto metodo di lavoro “Data Driven”, evitando che le destinazioni attente a questo metodo producano studi e analisi ridondanti.

Abbiamo tenuto, per ultimo, il tema di programmazione e investimento che più incide sul Turismo: collegamenti e infrastrutture per la mobilità. Riteniamo utile che di concerto con il Ministero per le Infrastrutture, consultate le Regioni e le principali città per presenze turistiche siano definite le infrastrutture strategiche per il turismo alle quali dare massima priorità definendo un cronoprogramma per la loro implementazione da aggiornare annualmente. Temi così importanti devono prevedere forte condivisione e coinvolgimento delle Regioni e al tempo stesso un dialogo forte e continuativo con l’Unione Europea. La possibilità per le persone di viaggiare in sicurezza e con meno restringimenti è stato e tuttora rappresenta un fattore determinante per la crescita dei flussi turistici all’interno dell’Europa e verso il Continente stesso. Quello che dobbiamo chiedere da subito all’Unione Europea è che il Turismo a pari di altri settori strategici, abbia un proprio portafoglio e linee guida per definire bandi comunitari dedicati allo sviluppo delle imprese del settore e la crescita delle aree con reale potenziale turistico. A partire dai territori collegati da una logistica meno favorevole, ma che contribuiscono ad arricchire l’offerta e a contrastare il sovraccarico di alcune destinazioni a scapito della sostenibilità.

Stiamo vivendo un momento a dir poco drammatico, dove la priorità assoluta di tutti noi amministratori è la salute dei nostri cittadini. Nonostante questo nel nostro piccolo troviamo la forza di continuare a programmare e investire, perché vogliamo essere pronti al momento della piena ripartenza e soprattutto perché dobbiamo dare una prospettiva che generi fiducia. I ristori e i sostegni alle imprese sono fondamentali nel breve periodo, ma il settore deve essere riabilitato quanto prima per tornare a camminare e correre sulle proprie gambe".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Giardino

Come dare nuova vita al giardino con il Bonus Verde 2021

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RavennaToday è in caricamento