Sport, gli assessori della Romagna: "Settore duramente colpito, ma pochi i casi di contagio"

"Ci sembra, per tutto questo, - affermano gli assessori - che lo sport sia stato duramente colpito pur non evidenziandosi numeri rilevanti di casi di contagio di operatori o frequentatori"

Le amministrazioni comunali della Romagna sono preoccupate per lo stop della pratica sportiva. Arriva una nota degli assessori allo sport dei vari territori Roberto Fagnani, assessore allo Sport del Comune di Ravenna, Christian Castorri, vicesindaco e assessore allo Sport del Comune di Cesena, Daniele Mezzacapo, vicesindaco e assessore alle Politiche per lo sport del Comune di Forlì e Gianluca Brasini, assessore alle Politiche dello sport e del benessere del Comune di Rimini.

"Nella consapevolezza che la situazione merita di adottare comportamenti che limitino i contagi determinati dal Covid-19 e che ogni persona deve agire nel rispetto delle disposizioni di sicurezza riteniamo, come assessori allo Sport dei Comuni di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini, che il settore sportivo, sia i gestori che i fruitori, subisca una rilevante penalizzazione. Come amministrazioni siamo sempre stati impegnati e lo saremo anche in questa occasione nel fare rispettare quanto i Dpcm dispongono. Così come società, centri sportivi, palestre e piscine hanno sempre adottato tutte le misure per consentire l’attività in sicurezza, anche con importanti investimenti e ripensando all’organizzazione delle strutture. Ad esempio istituendo la figura del Covid manager, impianti di sanificazione, in molti casi modifica dell’assetto delle attrezzature e dei percorsi per accedervi. Desideriamo, quindi, ringraziare tutti gli operatori del settore sportivo per l’impegno, la dedizione e in molti casi anche l’inventiva che hanno messo per cercare di offrire una fruizione adeguata e sicura".

"Ci sembra, per tutto questo, - affermano gli assessori - che lo sport sia stato duramente colpito pur non evidenziandosi numeri rilevanti di casi di contagio di operatori o frequentatori. Questa situazione, inoltre, riteniamo sia anche frutto di una cultura che, nel nostro Paese, considera la pratica sportiva un’attività legata soprattutto al tempo libero, mentre sempre più spesso la categoria medica puntualizza che si tratta di una prassi che dovrebbe entrare nella quotidianità delle persone, perché incide positivamente su uno stile di vita più sano aumentando le difese immunitarie. Senza escludere, poi, la valenza educativa su bambini e giovani che stanno vivendo questa particolare situazione con particolare disagio. Per questo motivo ci impegneremo a definire da subito misure condivise a sostegno di questo importante mondo, che non vogliamo lasciare solo".

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