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Polemiche sul raddoppio dello stipendio di Grandu, lui: "Proporrò al Consiglio di ridurlo"

Nei giorni scorsi a Cervia è stata approvata una delibera che raddoppia lo stipendio del presidente del consiglio, Gianni Grandu. La notizia ha fatto sollevare le polemiche della Lega nord

Nei giorni scorsi a Cervia è stata approvata una delibera che raddoppia lo stipendio del presidente del consiglio, Gianni Grandu. La notizia ha fatto sollevare le polemiche della Lega nord di Cervia, che ha lamentato come la delibera (avente per oggetto l’elezione del presidente e del vicepresidente del consiglio) fosse "viziata nella forma in quanto necessitava di un parere di regolarità contabile, perché di fatto raddoppia il compenso del presidente del consiglio, ma tale parere non è stato ritenuto necessario dal segretario generale". Per le stesse ragioni, i consiglieri del Carroccio hanno anche depositato un question time chiedendo che la delibera venga revocata o annullata e il compenso di Grandu ripristinato.

"La delibera di elezione del presidente e del vicepresidente del Consiglio comunale richiede il solo parere di regolarità tecnica, perché si tratta di attestare il corretto svolgimento della procedura di elezione - replicano dall'amministrazione comunale - Non richiede il parere di regolarità contabile perché non contiene alcuna decisione in merito all’indennità da corrispondere e alle spese da sostenere, in quanto non all’ordine del giorno, né era necessario che lo fosse; difatti la figura del presidente del consiglio, la sua indennità e la relativa spesa sono obbligatorie per i Comuni sopra i 15.000 abitanti come Cervia. In realtà la delibera in argomento è stata assunta per adempiere all’obbligo di legge che prescrive di eleggere il presidente del consiglio nella prima seduta successiva all’elezione, unitamente alla convalida dei consiglieri, alla comunicazione della composizione della giunta e al giuramento del sindaco. Dunque il Consiglio era obbligato a costituire i propri organi di governo dopo le elezioni ed è ciò che ha fatto. Non esiste l’obbligo di legge di assumere in quella sede anche decisioni sull'indennità e, dunque, non ha assunto la decisione di raddoppiare l’indennità del presidente del consiglio. Non si comprende dunque quale sia la decisione del Consiglio che avrebbe richiesto l’espressione del parere di regolarità contabile, come confermato dal segretario generale. Pertanto si conferma la piena legittimità e correttezza della delibera di elezione ed è quindi a maggior ragione inaccettabile nel merito e nella forma, oltre che discutibile nello stile, la richiesta di revocarla e il gratuito attacco rivolto alla persona del segretario generale e ai suoi uffici  nei cui confronti si conferma piena fiducia. Peraltro le indennità degli amministratori di Cervia sono assolutamente trasparenti e sono pubblicate sul sito istituzionale dell’ente a disposizione della cittadinanza".

"Nel merito dell’indennità del presidente del Consiglio, essa è determinata dalla legge fatta salva la facoltà del Consiglio di ridurla, come dal 1997 ha effettivamente spesso statuito - proseguono dall'amministrazione cervese - Al riguardo si prende atto positivamente della disponibilità del presidente Grandu di rimettersi agli intendimenti del Consiglio comunale senza avanzare pretese o richieste particolari. Abbiamo ricevuto infatti una comunicazione del presidente Grandu dove dichiara di “chiamarsi fuori dalle polemiche di questi giorni e di accettare le decisioni del Consiglio comunale al quale proporrà personalmente, previa informazione ai capigruppo, la riduzione della indennità”. Nella stessa dichiarazione Grandu aggiunge cje “la ragione dell’impegno profuso per la città non risiede certo nell’indennità che viene corrisposta, bensì nello spirito di servizio e nell’amore per la città sempre dimostrata negli ultimi venti anni di attività nell’amministrazione comunale. Attualmente, quindi, io sto percependo esattamente il compenso previsto per legge come tutti i presidenti.” Riteniamo che fin dal prossimo Consiglio comunale sarebbe opportuno che la questione venga chiarita definitivamente e continuare così, in un confronto civile e senza fraintendimenti, a svolgere la sua attività programmatica e deliberativa nell’interesse esclusivo della città e dei suoi cittadini".

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