Stoccaggio del biossido di carbonio, i dubbi di Gibertoni sul piano di Eni

E’ questa la domanda principale che Giulia Gibertoni (Gruppo misto) rivolge alla Giunta tramite un’interpellanza trattata nella sessione pomeridiana dei lavori dell’ultima Assemblea legislativa.

“Il piano per lo stoccaggio di C02 presentato dalla multinazionale dell’energia Eni e che dovrebbe utilizzare i giacimenti metaniferi esauriti al largo di Ravenna è compatibile con gli interessi ambientali del nostro territorio?” E’ questa la domanda principale che Giulia Gibertoni (Gruppo misto) rivolge alla Giunta tramite un’interpellanza trattata nella sessione pomeridiana dei lavori dell’ultima Assemblea legislativa. Gibertoni sottolinea il radicale cambiamento di idee attuato in soli 7 anni, ricordando che nel 2013 la stessa Giunta, nel corso della procedura di Valutazione ambientale Strategica del Piano per l’individuazione delle aree per lo stoccaggio della CO2, avanzava forti perplessità e dubbi per la “preoccupante immaturità” della tecnologia proposta.

Per la capogruppo, "non solo rimangono e permangono i forti dubbi sulla sicurezza del progetto proposto, dal momento che diversi studi scientifici vanno a correlare le attività antropiche come l’immissione di gas nel sottosuolo con i terremoti", tanto che - ricorda la consigliera- “si sono moltiplicati gli studi e le prove della sismicità indotta generata da stoccaggio di gas nel sottosuolo. La Regione invece marcia trionfalisticamente verso un rischio ambientale, che porta vantaggi soltanto a Eni, non certamente ai cittadini”. Oltre a ciò per Gibertoni la scelta del Carbon Capture & Storage sarebbe l’ennesimo escamotage per rimandare ulteriormente la transizione verso l’uso di fonti energetiche rinnovabili e pulite.

Nella sua replica, l’assessore allo sviluppo economico e green economy, lavoro e formazione Vincenzo Colla ha ribadito come la necessità di aggiornare le politiche energetiche sia la sfida del presente e del futuro per tutti noi. Colla chiarisce poi come il progetto di Eni rappresenti la proposta di un’azienda all’avanguardia nel settore energetico, ma soprattutto sottolinea che i dubbi espressi nel 2013 sono da ritenersi ampiamente sorpassati dall’evoluzione tecnologica registrata in questi sette anni”.

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In sede di replica Gibertoni si è detta assolutamente insoddisfatta delle risposte ottenute. “Una insoddisfazione -chiarisce la capogruppo- sia nel metodo che nel merito. In sette anni le cose non sono cambiate così radicalmente da rinnegare completamente un documento che invece trovo tutt’ora di grande attualità. Concordo sul fatto che il piano di ENI sia una straordinaria opportunità economica, ma per quella azienda e non certo per i cittadini emiliano-romagnoli. La sismicità indotta è un fatto, non una opinione e fin dove questa possa arrivare è ancora materia di studio”.

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