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Stoccaggio gas a San Potito, Europa Verde: "No alla richiesta di sovrappressione"

"Tale richiesta ha allarmato i cittadini residenti nei territori limitrofi che hanno lanciato una petizione pubblica, in cui evidenziano i pericoli che potrebbe creare il superamento della originaria pressione statica di fondo"

Il gruppo Europa Verde dell’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha depositato un’interrogazione alla Giunta regionale per avere chiarimenti sulla richiesta di Edison Stoccaggio spa, titolare della concessione di stoccaggio San Potito-Cotignola, di eseguire prove di iniezione in sovrappressione nel giacimento BB1 di San Potito.

"Tale richiesta ha allarmato i cittadini residenti nei territori limitrofi che hanno lanciato una petizione pubblica, in cui evidenziano i pericoli che potrebbe creare il superamento della originaria pressione statica di fondo in seguito all’ampliamento della capacità di stoccaggio tramite la tecnologia della sovrappressione: possibili inneschi di sismicità, subsidenza, sollecitazione degli strati profondi del suolo. Comprendiamo le preoccupazioni dei cittadini e appoggiamo la loro richiesta di non procedere con il progetto di sovrappressione nel giacimento di San Potito – dichiara Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde e vicepresidente dell’assemblea legislativa – Facendo seguito all’interrogazione depositata a luglio 2020 da Emilia-Romagna Coraggiosa, vorremmo conoscere l’odierno stato dell’arte dell’iter della richiesta di Edison, sottolineando che la giunta regionale dovrebbe anche chiarire come si potrebbe conciliare questa attività con la recente risoluzione approvata il 29 gennaio all’unanimità dall’assemblea legislativa che, in merito ad una richiesta analoga per il deposito di stoccaggio di gas Snam a Minerbio, ha espresso forti dubbi circa l’opportunità di procedere a concedere l’autorizzazione".

"La strada da seguire per la sempre più necessaria transizione ecologica ed energetica non è quella della sovrappressione del gas metano - conclude Zamboni - ma, come recita la succitata risoluzione, dare priorità a politiche energetiche indirizzate all’introduzione crescente di fonti rinnovabili e a piani di risparmio ed efficienza energetica, anziché allo sfruttamento in sovrappressione degli impianti di stoccaggio del gas metano che, oltre a presentare elevati livelli di rischio, incidono fortemente anche sull’inquinamento ambientale e originano l’emissioni di gas serra”. L’interrogazione, con Silvia Zamboni prima firmataria, è stata sottoscritta anche dai consiglieri regionali di Emilia-Romagna Coraggiosa Igor Taruffi e Federico Amico.

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