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Stoccaggio gas a San Potito: "Stop ai lavori di ampliamento, rischio per la comunità"

Gibertoni chiede quale sia "la posizione della Regione sulla compatibilità ambientale e sismica di queste iniezioni in sovrapressione"

Qual è il quadro dei lavori nella "concessione San Potito e Cotignola” per quanto riguarda le prove di iniezione in sovrapressione e i monitoraggi? Lo chiede in un'interrogazione alla Giunta Giulia Gibertoni (Gruppo misto) dopo il decreto di assoggettabilità alla Via del marzo 2019 che autorizzerebbe "l'esecuzione di prove di iniezione nel giacimento di gas naturale di San Potito per l'ampliamento della capacità di stoccaggio mediante superamento della originaria pressione statica di fondo".

"Si tratta - sottolinea la consigliera - di operazioni, sia pur di prova, consistenti nell'aumentare significativamente la pressione in un giacimento di stoccaggio anche oltre la pressione statica originaria sollecitando ulteriormente il materiale dei depositi, innescando movimenti dei fluidi attraverso le discontinuità strutturali delle rocce con il rischio di causare sismicità indotta ed eventi sismici più o meno forti, visto che spesso i pozzi di reiniezione sono localizzati in prossimità di faglie sismogenetiche". Secondo Gibertoni "appare illogico non sottoporre queste operazioni a valutazione di impatto ambientale". Inoltre, aggiunge, queste prove hanno "una valenza economica solo per il proponente del progetto, mentre i danni che ne potrebbero derivare hanno portata di ben altra rilevanza per le comunità locali e addirittura per la tutela della pubblica incolumità".

Da qui, Gibertoni chiede quale sia "la posizione della Regione sulla compatibilità ambientale e sismica di queste iniezioni in sovrapressione e in particolare se non si ritengano sbilanciate, dal punto di vista sia del pericolo che della logica, visto che espongono al rischio una intera comunità".

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