"Desiree come Pamela, l'immigrazione uccide": striscione shock sulla Casa delle Donne

E' quanto scritto sullo striscione shock che venerdì mattina ha fatto la sua comparsa fuori dalla sede della Casa delle Donne di Ravenna, in via Maggiore

"Desiree come Pamela, l'immigrazione uccide". E' quanto scritto sullo striscione shock che venerdì mattina ha fatto la sua comparsa fuori dalla sede della Casa delle Donne di Ravenna, in via Maggiore. Lo striscione riporta la firma di Evita Peron, associazione di donne legata a Forza Nuova, che paragona il caso di Desiree Mariottini, 16enne uccisa a Roma il 18 ottobre scorso dopo essere stata violentata e per il quale omicidio sono accusati quattro stranieri, a quello di Pamela Mastropietro, 18enne romana uccisa nel maceratese il 30 gennaio scorso, per la cui è morte è imputato un nigeriano. Sul posto, venerdì mattina, sono intervenuti i Carabinieri di Ravenna che hanno prontamente rimosso lo striscione. Non è la prima volta che l'associazione prende di mira la Casa delle Donne: a maggio, infatti, vennero appesi alcuni manifesti anti-aborto sul portone della stessa sede.

"Rimanere in silenzio di fronte all'ennesima vittima di violenza straniera? Non fa per noi, l'omertà è caratteristica delle femministe, non è cosa nostra - commenta duramente la responsabile Desideria Raggi - Solidarietà e inclusione, perbenismo e benevolenza hanno portato solamente odio e morte contro gli italiani, ma ciò non interessa a chi ha ingrassato le proprie tasche con la farsa dell'accoglienza; al contrario, di fronte all'ennesima aberrante morte, gli stessi lanciano sproloqui degni della loro inettitudine. Domenica 4 novembre saremo presenti alla Marcia dei Patrioti a fianco dei forzanovisti, al servizio di Patria e Famiglia, per Pamela, per Desirée, contro le bestie che barbaramente hanno martoriato il loro corpo e la loro anima, contro questa  immigrazione che ha ucciso e contro chi, complice morale, ha permesso tutto questo".

Le repliche

"Agiscono di notte perchè sono vigliacchi, perchè nel buio vivono le loro misere esistenze e del buio nutrono le loro menti - commenta il gesto senza mezzi termini l'assessore Ouidad Bakkali - Di notte, come hanno già fatto più volte, imbrattano il bene comune perchè non sono minimamente alfabetizzati su cosa questo voglia dire. Si accaniscono sulla morte di due giovani donne, speculando come fanno le bestie che si nutrono di corpi morti e violati. A voi interessa chi abbia ucciso quelle due donne? Vi interessava per le altre 44 donne ammazzate nel frattempo? Nel buio vi rispediremo, perchè da lì venite. Massimo sostegno alla Casa delle Donne, lotteremo per la cultura del rispetto e della libertà che solo nella luce della ragione vivono".

"Quello di Forza Nuova è un atto vile, tanto più perché rivolto alla Casa delle Donne che si occupa di parità e di contrasto alla violenza di genere - aggiunge il segretario comunale del Pd di Ravenna Marco Frati condannando l'episodio - Il dolore delle comunità e il dramma delle famiglie per quanto accaduto a due giovani ragazze non meritano strumentalizzazioni politiche. I neofascisti confermano, con la loro vigliaccheria, di essere estranei ai principi democratici, fomentando odio e intolleranza. Di sicuro non saranno atti inqualificabili come quelli messi in campo da Forza Nuova a farci arretrare di un solo passo nella difesa dei valori di libertà e uguaglianza della nostra Costituzione".

"Di fronte all’ennesima odiosa e intollerabile provocazione di stampo xenofobo-razzista di gruppi neofascisti organizzati, chiediamo l‘urgente convocazione del Comitato Antifascista del Comune di Ravenna - aggiungono dalla Consulta provinciale antifascista cittadina - Ribadiamo la necessità di un confacente e tempestivo intervento delle autorità costituite e confermiamo solidarietà all'associazione LibereDonne".

"Siamo solidali alle Donne e alla loro Casa, che è la casa dei diritti e della dignità di tutte le cittadine e di tutti i cittadini che si riconoscono nella Costituzione e nella Repubblica - commenta Andrea Maestri dalla segreteria nazionale di Possibile - Le squadriste di Forza Nuova, che a Ravenna hanno nomi e cognomi noti, sono rimaste finora impunite e dopo questo ennesimo sfregio chiediamo alle istituzioni, Procura della Repubblica in primis, di procedere almeno con la stessa solerzia con cui ha inteso indagare chi ha disegnato fiori al posto delle svastiche, nella nostra città.  Ribadiamo che l’antifascismo non è un’opzione politica o ideologica tra le altre, ma è pilastro della Costituzione, la cui XVII disposizione finale ha chiuso le porte per sempre al fascismo e al suo modello fatto di violenza, autoritarismo e discriminazione. La strumentalizzazione della morte di una giovane donna per mano di un branco di maschi violenti, al fine di propaganda razzista, è inaccettabile e ignominiosa.  Forza Nuova ha dimostrato una volta di più di essere un movimento contrario alla Costituzione e deve essere sciolta: per questo il deputato di Possibile Luca Pastorino ha depositato questa settimana la proposta di legge - elaborata a Ravenna da me insieme al Presidente della Consulta provinciale Antifascista Carlo Boldrini - che disciplina la procedura di sospensione dell’attività e di scioglimento dei movimenti neofascisti. Chiediamo a tutte le forze democratiche di sostenere questa proposta di legge: il modo più concreto e fattivo per strappare quell’orrido manifesto squadrista dalla Casa delle Donne".

"Non è la prima volta che finiamo sotto l'attacco delle attiviste dell'associazione Evita Peron, costola femminile di Forza Nuova - rispondono dalla Casa delle Donne - Quest'ultimo striscione è particolarmente odioso e vigliacco perchè chi uccide le donne sono gli uomini violenti, non l'immigrazione, punto e basta. Diciamo basta alla stumentalizzazione dei corpi delle donne per fare propaganda razzista, per costruire e alimentare un clima di odio e di paura. D'altra parte i dati parlano chiaro: non c’è nessuna “invasione” di migranti, mentre la vera emergenza è l'aumento della violenza maschile sulle donne, che nel primo semestre del 2018 è già del 30% in più rispetto allo stesso periodo del 2017 e che nell'85% dei casi avviene all'interno delle mura domestiche perpetrata da mariti, compagni, ex e familiari. Ogni 60 ore avviene un femminicidio. La Casa delle donne, insieme a tante altre realtà della città, è impegnata quotidianamente nelle lotta contro la violenza sulle donne e contro le molestie sessuali nel mondo del lavoro, che si sta svelando come un vero e proprio sistema di ricatto e controllo. E oggi, davanti alla deriva fascista e sessita di una classe politica, che mai come ora si sta dimostrando nemica delle donne e della loro libertà di scelta, riteniamo importante uscire dall'indifferenza e prendere parte, ognuno con responsabilità. Come in tutte le città, saremo in Piazza Unità d’Italia sabato 10 novembre, giornata di mobilitazione nazionale contro il ddl Pillon, un disegno di legge che vorrebbe sovvertire il codice di famiglia del 1975 e riportarci indietro di almeno 50 anni. Sabato 24 novembre, giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne, saremo a Roma alla manifestazione nazionale promossa dal movimento "Non una di meno". Ci stiamo organizzando per andare tutte e tutti insieme in pullman. Ringraziamo quanti in queste ore ci hanno inviato messaggi di sostegno e solidarietà per il vile attacco subito".

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