Striscioni 'misteriosi' davanti alle scuole: "Un grido d'allarme"

"Un gesto simbolico, un grido di allarme lanciato per la scuola ma che può ben riferirsi alla realtà economica, politica e sociale che stiamo vivendo"

Lo striscione apparso a Coccolia

Anche nel ravennate giovedì mattina sono comparsi alcuni striscioni "misteriosi". Così come in diverse città della Romagna, anche nella nostra provincia sono stati affissi cartelloni che recitano "Nel paese della bugia la verità è una malattia. Giù le mascherine tutti a scuola". "Un'iniziativa che ha coperto buona parte della Regione con striscioni e cartelli autoprodotti: un gesto simbolico, un grido di allarme lanciato per la scuola ma che può ben riferirsi alla realtà economica, politica e sociale che stiamo vivendo - commentano dal coordinamento regionale di Libera Scelta - Esprimiamo piena solidarietà verso chi si è impegnato per questa operazione di sensibilizzazione e verso chi continuerà ad adoperarsi per ridare credibilità al nostro Paese e sollecitare chi possiede “le chiavi” di gestione della nostra scuola".

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"Va ricordato infatti che la scuola è di tutti i cittadini: maltrattata e degradata da decenni di tagli, subissata da incombenze burocratiche e, in questa emergenza, la prima ad essere sacrificata - continuano - Non permetteremo che venga distrutta del tutto, è il momento di ricostruire e la scuola deve essere al centro delle decisioni della politica, anche locale. I nostri bambini e ragazzi sono stati accantonati nei mesi di "emergenza sanitaria" e, anche ora che tutto il mondo intorno a loro riparte, nessuno si sta seriamente preoccupando del loro ritorno ad una vita normale. Mascherine e distanziamento sembrano essere le uniche misure in voga, ma non si pensa alle conseguenze fisiche e psicologiche che avranno su grandi e piccoli. Abbiamo scritto ai Ministri competenti, lo stesso hanno fatto tante altre realtà e associazioni, per sensibilizzarli e scongiurare le assurde ipotesi sulle modalità di ripresa del prossimo anno scolastico, allegando pareri di docenti, operatori scolastici e psicologi. Nonostante la nostra lettera sia stata ripresa dai giornali e il coro delle proteste si faccia sempre più ampio, nessuna risposta seria arriva dalle istituzioni. Non siamo quindi affatto sorpresi da queste iniziative: non potranno che moltiplicarsi ed avranno il nostro appoggio per portare ai decisori politici la voce e le esigenze dei cittadini, fino a che i diritti elementari non saranno ripristinati: “La scuola è aperta a tutti” (Art. 34 della Costituzione). Quei cittadini che in concreto muovono gli ingranaggi del nostro Paese dopo mesi di sacrifici esigono chiarezza e interventi sensati, proporzionati alla reale situazione del Paese e che rispondano agli effettivi bisogni delle persone".

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