Università, Ancisi: "Ravenna mini succursale". Mingozzi risponde: "C'è una crescita"

Si infiamma il dibattito sull'università. Alle parole di Ancisi replica il vicesindaco Mingozzi

Ravenna "è, nel più alto livello dell’istruzione italiana, la cenerentola". E' quanto afferma il capogruppo in consiglio comunale di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, inserendosi nel dibattito sull'università. "Possiamo tutti compiacerci di avere a Ravenna una presenza universitaria che gradualmente si sta insediando e sviluppando, della buona qualità dei suoi studi, del grande sforzo economico con cui la città intera ha sempre sostenuto la sua cosiddetta “università” (la sola Fondazione della Cassa di Risparmio vi ha contribuito per 11 milioni) e anche dell’impegno che vi ha profuso l’assessore al ramo e vice-sindaco - afferma Ancisi -. Ma che non se ne possa discutere, perché tutto bello e fenomenale, può venire solo da chi rappresenta la mera perpetuazione di un governo locale fondato sull’arroganza e l’imbonimento. Come a Forlì, Cesena e Rimini, l’università ravennate è una delle succursali (anche se le chiamano “campus”) dell’Università di Bologna. In questa stessa regione, Ferrara, Modena e Reggio e Parma hanno una propria Università".

Continua Ancisi: "Per il quinto anno consecutivo il campus ravennate supera le mille matricole, segnando una crescita del 5,3 per cento. Nell’anno in corso, in effetti, le matricole sono aumentate di 53, ma due anni fa erano diminuite. E Forlì è aumentata di 132, così raddoppiandoci. Nessuno, peraltro, ha mai spiegato perché cinque corsi di laurea per l’economia turistica e quello di tecnologie chimiche per l'ambiente siano finiti a Rimini (che infatti ha 1.539 matricole), e non a Ravenna, la più naturale titolare di tali vocazioni". Continua Ancisi: "La nuova coordinatrice della succursale di Ravenna ha espresso questi obiettivi: “un maggiore coinvolgimento tra città e università…più occasioni di incontro e collegamento con le scuole, i ragazzi, il contesto culturale cittadino e le aziende”. Conferma che, dopo trent’anni, l’università e la città sono corpi largamente separati, che non fanno sistema, nonostante gli altissimi investimenti locali. Non esiste un college, come si addice ad un campus, tanto meno una cittadella universitaria, come sarebbe potuto essere nella nuova Darsena, con una diversa strategia urbanistica. La grande notizia è l’intenzione, non di più, di fare uno studentato (cioè alloggi per gli studenti) nei locali del Comune in zona Speyer. Oltre vent’anni fa esso fu annunciato nell’ex deposito di gasolio di via Trieste, a fianco delle acque malefiche del canale Lama. Mai visto, per fortuna. I fondi dello Stato per il Giubileo del 2000, destinati al restauro dell’orfanotrofio Galletti Abbiosi, sarebbero dovuti servire, dal 2001, per un altro studentato universitario. Meglio non parlarne".

Il candidato sindaco di Lista per Ravenna, Massimiliano Alberghini, ha detto: “L’insediamento ravennate necessita di maggiore penetrazione territoriale e soprattutto di maggiori servizi. Il rapporto tra le istituzioni cittadine e la sede universitaria resta fragile e le due parti sono avvertite ancora come troppo lontane. Il personale docente non è tuttora pienamente incentivato a fermarsi nella città in cui insegna. Se eletto, intendo impegnarmi politicamente affinché, sia pure in tempi non immediati, si impongano l’autonomia dell’Università di Romagna e la conseguente messa in rete di tutti gli insediamenti del territorio e delle risorse locali oggi a se stanti nei vari capoluoghi. Nel frattempo, occorre una più adeguata e determinata rappresentanza della Romagna in seno ai vertici decisionali dell’Università di Bologna, per imporre maggiore attenzione alla voce di Ravenna e della Romagna".

MINGOZZI - “Se trent’anni fa – afferma il vicesindaco Giannantonio Mingozzi riferendosi alle recenti dichiarazioni di Alvaro Ancisi e Massimiliano Alberghini - avessimo deciso di percorrere la strada dell’Università autonoma di Romagna, oggi saremmo nelle condizioni precarie di tante realtà autonome che hanno seguito la logica dei campanili e sono vicine al completo smantellamento. La qualità degli studi e l’autorevolezza dell’Alma Mater, l’Università più antica del mondo, ci consente invece di crescere anno dopo anno e di realizzare nei campus della Romagna quel complesso di offerta formativa e di servizi che tutta Europa ci invidia. Basti leggere le relazioni del gruppo tecnico e di indagine sulla qualità istituito dal Ministero e il parere della Consulta dei rettori. Un’altra strada ci avrebbe portato al nulla di fatto e voi ci avreste chiesto ragione di un fallimento. Oggi siamo vicini ai quattromila iscritti e da cinque anni le immatricolazioni non scendono al di sotto delle mille unità. Quest’anno sono 1.040 e un terzo degli studenti provengono da fuori Ravenna".

"Ventotto sedi di studio, quattro facoltà, due dipartimenti e diciotto corsi di laurea, con immobili sedi di laboratorio e per i servizi agli studenti, la maggior parte dei quali messi a disposizione dagli enti pubblici e dalla Fondazione Cassa di Risparmio o acquistati dall’Ateneo, con un impegno straordinario dei soci pubblici e privati della Fondazione Flaminia affinché si realizzino condizioni di studio e di permanenza a Ravenna sempre migliori - prosegue Ancisi -. Ogni anno si laureano a Ravenna seicento giovani, che rappresentano l’eccellenza negli studi giuridici, della conservazione dei beni culturali, dell’ambiente e dell’ingegneria. Ottanta imprese collaborano con borse di studio, tirocini e opportunità di inserimento occupazionale. Il porto è particolarmente sensibile e il comparto dell’off shore ha collaborato alla nascita dell’ultima triennale, quella di tecnico delle attività marine".

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"Ogni anno la presenza degli studenti, di duecento docenti e cento impiegati significa per l’economia ravennate un introito in consumi, affitti e divertimento dai 18 ai 20 milioni di euro. Nell’insieme Ravenna diventa sempre più una città universitaria, grazie anche a nuovi luoghi di ritrovo - conclude -. Altro che fragilità nel rapporto fra università e istituzioni cittadine! Tra qualche giorno inaugureremo le nuove aule di Scienze ambientali e Biologia, venerdì prossimo la sede delle associazioni studentesche a palazzo Corradini e giovedì in consiglio comunale approveremo l’accordo per la nuova residenza universitaria da ottanta posti. Neanche la campagna elettorale può costituire il pretesto per fornire informazioni sbagliate e inventare ragioni pur di criticare”.
 

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