Tetto al numero di stranieri, Matteucci rilancia: "Entro sabato le proposte"

Il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, dopo le proposte illustrate al segreteraio nazionale del Pd, Matteo Renzi, annuncia che entro sabato avanzerà "alcune proposte in materia d’ immigrazione"

"Ho lanciato il sasso nello stagno e non nascondo la mano". Il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, dopo le proposte illustrate al segreteraio nazionale del Pd, Matteo Renzi, annuncia che entro sabato avanzerà "alcune proposte in materia d’immigrazione". Secondo il primo cittadino bizantino occorre "una discussione vera nella sinistra italiana ed europea su questo grande tema. Avevo previsto qualche sassata da sinistra: sono arrivate tempestive sotto forma di sinistri grugniti che mi vogliono iscrivere al partito della signora Le Pen".

"Questo copione non mi interessa: io sto fuori - prosegue Matteucci -. Naturalmente non mi riferisco alle critiche ragionate con le quali sono invece interessatissimo a confrontarmi. Le ragioni dell’urgenza di discutere e decidere una nuova politica dell’immigrazione sono principalmente due. La prima riguarda la realtà. Parlo di Ravenna, la mia città. Nel 2000 a Ravenna vivevano 644 immigrati comunitari e 3.960 immigrati extracomunitari. Nel 2013: i comunitari sono 5.948, gli extracomunitari  13.040. Nel 2009 i disoccupati nel territorio comunale di Ravenna erano 16.000. Oggi sono 22.000. E nei prossimi mesi esploderà il problema della casa, perché crescerà il numero delle persone che non riuscirà a pagare l’affitto o il mutuo".

"L’immigrazione si è concentrata negli anni dove c’erano le occasioni di lavoro, e cioè nelle città del centro nord. Si addensa  nei quartieri dove gli affitti costano di meno - aggiunge Matteucci -. È evidente che c’è un problema di sostenibilità sociale della quantità dei flussi migratori. Dunque bisogna rivedere le politiche dell’immigrazione. È un problema italiano ed europeo. La sinistra deve discutere e decidere nuove politiche per l’immigrazione. Ci vuole un nuovo corso per evitare il collasso del mercato di lavoro, del welfare e della coesione sociale".

"La seconda ragione riguarda l’Europa - prosegue il primo cittadino bizantino -. E' del tutto evidente che tira un’ aria ostile verso l’establishment europeo, verso le politiche economiche e dell’ immigrazione. E' evidente che una nuova politica dei flussi  migratori va vista in una dimensione europea. Ma parliamo dell’Italia. Ragioniamo su come  è stata gestita l’emergenza degli sbarchi a Lampedusa nell’aprile del 2011. Non mi riferisco ai profughi e ai  richiedenti asilo. Mi riferisco a come è stato gestito lo sbarco a Lampedusa di 27mila tunisini. Dovevano essere accolti e rimpatriati. Invece poi la cosa è stata gestita in modo sciagurato dall’allora  Presidente del Consiglio  Berlusconi e  dal Ministro dell’Interno Maroni e poi dal Governo Monti".

I 27.000 tunisini sbarcati a Lampedusa sono stati forniti di permesso umanitario conferito da decreto del Presidente del Consiglio. Sono quasi tutti quelli che noi ci siamo ritrovati agli Speyer. Permesso rinnovato sempre tramite decreto per due volte, poi non più rinnovato e sono rimasti in Italia da irregolari. Ai piedi degli scaloni dei Municipi. Sì, bisogna proprio rivedere la politica dell’immigrazione. Entro sabato farò le mie proposte", conclude Matteucci.

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