Transizione energetica: "Apriamo una fase che tenga insieme lavoro, ambiente e investimenti"

E' quanto chiedono congiuntamente gli esponenti di Articolo Uno Ravenna e quelli di Sinistra per Ravenna

"Dopo la presentazione del progetto Iswec apriamo una nuova fase nella transizione energetica per Ravenna che tenga insieme lavoro, ambiente e investimenti per contrastare i cambiamenti climatici". E' quanto chiedono congiuntamente gli esponenti di Articolo Uno Ravenna e quelli di Sinistra per Ravenna.

"Abbiamo apprezzato la presentazione da parte di Eni del progetto pilota Iswec, realizzato in mare di fronte a Ravenna, con la collaborazione del Politecnico di Torino e di una importante filiera di aziende italiane, per produrre energia pulita e rinnovabile dalle onde marine - spiegano - Tale progetto di ricerca scientifica e industriale rappresenta una importante innovazione e un contributo serio per tenere insieme le esigenze di uno sviluppo competitivo e in grado di creare nuovo lavoro con le esigenze della sostenibilità ambientale e della crescita del ruolo delle energie rinnovabili per contrastare i cambiamenti climatici e ridurre le emissioni locali e globali. Ed è molto importante che il progetto sia stato presentato da Eni, la più importante impresa italiana a partecipazione pubblica e a Ravenna, una delle “capitali” italiane nel settore energetico. La presentazione del progetto e gli interventi che si sono succeduti nella giornata di lunedì hanno riaperto nella nostra città il dibattito su energia, lavoro e ambiente. Dopo aver ascoltato e letto le presentazioni da parte dei massimi Dirigenti dell’Eni e gli interventi del Sindaco di Ravenna Michele De Pascale e del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, riteniamo che vi siano le condizioni per avviare una fase nuova e positiva nel dibattito sulla transizione energetica a Ravenna e soprattutto una fase di investimenti in campo energetico e ambientale capaci di creare nuovo lavoro, di valorizzare le nostre imprese del settore e di contribuire alla fase di graduale trasformazione del nostro sviluppo coerente con gli accordi internazionali di Parigi sul clima".

"Quali possono essere le basi di una fase nuova capace di andare oltre a contrapposizioni fra metano e energie rinnovabili e operando per essere protagonisti dello sviluppo futuro? - si domandano i due gruppi - Per le estrazioni di gas metano pare ragionevole consentire, oltre le 6 miglia e a seguito delle necessarie valutazioni di impatto ambientale, interventi di manutenzione e di riqualificazione dei pozzi esistenti, con soluzioni migliorative dal punto di vista ambientale e della sicurezza, volte a coltivare al meglio i giacimenti esistenti. A fronte di questo quadro possono essere concordate tra il Comune e l’Eni le modalità per anticipare la chiusura del Pozzo Angela Angelina di fronte a Lido Adriano-Lido di Dante obiettivamente insostenibile dal punto di vista dell’erosione e della subsidenza. Nel contempo, e in termini progressivi, da parte del Gruppo Eni (ma ad esempio anche da parte dell’Enel e di altri grandi gruppi pubblici e privati) va presentato a Ravenna un pacchetto concreto di investimenti pluriennali finalizzati a migliorare la sostenibilità ambientale degli impianti industriali, a promuovere nuovi prodotti ecologici (es. bioplastiche o il decollo finalmente dei progetti sulle gomme speciali innovative e ecocompatibili) e nuove fonti energetiche rinnovabili e pulite promuovendo parchi fotovoltaici, eolici a mare, dal moto ondoso, biometano, sperimentazioni sul sequestro e il riutilizzo produttivo della CO2 ecc, rafforzando le prime esperienze presentate in questi mesi da Iswec al grande parco fotovoltaico da 5,6Mw presentato recentemente nell’ area industriale lungo Via Baiona. Questa impostazione, che noi sosterremo con coerenza, può aprire davvero una fase nuova con potenzialità e benefici enormi per Ravenna e per l’Italia".

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