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Turismo, l'opposizione attacca il Comune: "Piano strategico? No, è solo un libricino autocelebrativo"

Le opposizioni unite contro il documento presentato dall'Amministrazione comunale: "La commissione turismo non sapeva nulla di questo documento"

"Mancanza di metodo e di confronto, ma più di tutto quello presentato non può essere considerato un vero Piano strategico del turismo". Questa è l'accusa lanciata dall'opposizione di Ravenna rispetto al Piano strategico del turismo presentato lunedì dal Comune agli stakeholder del settore. Nell’incontro, che si è svolto a palazzo Rasponi dalle Teste, l'amministrazione aveva infatti esposto un documento, diviso in cinque parti e scaricabile dal sito del Turismo contenente le linee operative del Piano: i sostegni alle imprese, la domanda e i flussi turistici, le analytics del sito e la comunicazione social del turismo. L'appuntamento, tuttavia, era già stato fortemente criticato lunedì dal presidente della Pro Loco di Lido di Classe, Terzino Giorgini: "Sono rimasto davvero incredulo e stupito che alla presentazione siano state escluse volutamente le Pro Loco ma anche i Comitati Cittadini del litorale comunale. Questa è la considerazione che il sindaco e il suo assessore al turismo Giacomo Costantini hanno delle Pro Loco e dei comitati cittadini".

La polemica non si placa, anzi, cresce d'intensità. I gruppi politici La Pigna, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega-Salvini Premier, Lista per Ravenna e Viva Ravenna, che rappresentano l'opposizione in Consiglio comunale, si riuniscono così martedì per criticare in maniera compatta il documento presentato a Palazzo Rasponi. "Questo non è un piano strategico del turismo - afferma Filippo Donati (Viva Ravenna) - è un insieme di dati, di idee, di buoni propositi, rimasto ancora indietro con i tempi". Lo stesso Donati, albergatore ed ex presidente regionale di Assohotel e Assoturismo, sottolinea la "mancanza di metodo" nella stesura del documento, leggendo la nota conclusiva tratta dal volume presentato dall'assessore Costantini: "Questo documento è un punto di partenza, datato aprile 2022. È intenzione di questa amministrazione aprire ora il confronto con gli stakeholder: da ora sino alla fine del prossimo mese di giugno si raccoglieranno integrazioni, suggerimenti, proposte. L’insieme di questi elementi sarà portato nei tavoli di rappresentanza delle associazioni del mondo del turismo, così da definirne l’integrazione in questo impianto generale. Da questo confronto, a partire dai prossimi mesi di settembre e ottobre, saranno convocati tavoli specifici dedicati alla costruzione del piano operativo, collegati alle linee guida".

"Non è un piano strategico, anzi brucia il piano strategico perché impone una metodologia. Non ci viene prospettato un metodo condiviso, ma l'assessore ci propone il suo metodo - sottolinea Donati, che attacca anche la presentazione dei dati contenuti nel volume - Si misura il turismo come è sempre stato misurato, con le presenze matematiche (numero di visite, di pernottamenti... ndr). Un metodo comodo, ma sorpassato. Non è il caso di studiare l'apporto economico di questo turismo, le sue ricadute sul territorio? Vogliamo continuare a contare e confondere il turismo? Si dice 'il centro è pieno di turisti', ma qual è l'apporto economico di ogni turista?".

"La commissione turismo e il Consiglio comunale non sapevano nulla"

"Contestiamo la mancanza di metodi e contenuti - aggiunge Veronica Verlicchi della Pigna - Il Piano strategico dovrebbe essere fatto da linee guida e obiettivi. Ma ciò che critichiamo di questo 'libricino autocelebrativo' è anche la totale incapacità di confronto con le opposizioni. Nell'amminstrazione comunale di Ravenna c'è incapacità di dialogo e di confronto". Proprio questo è uno dei punti su cui l'opposizione insiste. Il documento presentato lunedì a Palazzo Rasponi, secondo i gruppi di opposizione, non sarebbe stato presentato nè in Consiglio comunale, nè nella commissione turismo (presieduta da Donati). "La commissione turismo non sapeva nulla di questo documento - conferma Donati - vige ancora la legge del 'te lo dico tempo'. Abbiamo trovato la foto di questo libretto sui social e poi abbiamo appreso la notizia direttamente dalla stampa. Qui si sta evitando la discussione politica riguardo alla città. La maggioranza si rifiuta di ascoltare le nostre idee".

Dello stesso parere anche Alberto Ferrero di Fratelli d'Italia: "E' un peccato che l'amministrazione abbia dato prova di svuotare il Consiglio comunale e la commissione dagli argomenti che sono chiamati a discutere. Prima di consegnare questi risultati alla stampa serviva un confronto in Consiglio comunale. Nel momento del confronto la maggioranza sfugge - continua Ferrero - Non è una classe dirigente matura quella che ha paura di riconoscere le idee buone dei propri avversari politici, che ha paura di dimostrare che l'opposizione ogni tanto ha ragione. Noi come opposizione abbiamo il compito di controllare. Stiamo anche pensando di costituire una vera e propria unità operativa per controllare tutto ciò che l'amministrazione dice e fa, a partire da ciò che avviene nei cantieri".

"Siamo venuti a sapere di questa convocazione improvvisa degli stakeholder, soggetti che non si capisce bene come siano stati selezionati - sostiene Alberto Ancarani di Forza Italia, specificando che tra gli indirizzi mail individuati per l'invito alla presentazione del Piano strategico ci sarebbero stati recapiti anche di singole attività - Un metodo che individua delle preferenze. Il 24 marzo scorso c'è stata una riunione della commissione Turismo, ma non è stata fatta alcuna comunicazione in merito. La commissione Turismo viene presa in giro. Sono stati convocati gli stakeholder senza informare il Consiglio comunale su qualcosa che viene chiamato piano strategico, ma in realtà non lo è".

Ancarani attacca ulteriormente l'assessore al Turismo Costantini: "La realtà è che se fai un vero piano poi devi rispettare gli obiettivi espressi, e se questo non avviene allora cade tutto il castello. Questo - ribadisce il capogruppo di Forza Italia - è il vero motivo per cui un piano strategico vero non verrà mai fatto". Un atteggiamento che, secondo i consiglieri di opposizione, sarebbe reiterato da parte della maggioranza: "C'è da sempre lo scavalcamento dell'opposizione - continua Ancarani - Quello avvenuto lunedì è un classico. Non vogliamo continuare a farci prendere in giro". Un tema su cui interviene anche Verlicchi: "Anche il progetto del terminal Crociere non fu condiviso con il Consiglio comunale allora in carica. Episodi che mostrano come la città non sia amministrata per il bene della comunità, ma per opportunità e autocelebrazioni. Le nostre proposte a favore di imprese e famiglie vengono bocciate e poi ripresentate dalla maggioranza".

"Nessun contenuto nel piano strategico"

Tornando al piano strategico presentato dal Comune, Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna insiste: "Sono un insieme di dati, senza linee guida. Un insieme di banalità sul turismo della nostra città. Io mi vergognerei a presentare un programma del genere. Questo non è un piano strategico. Non ha nessun contenuto". La stessa scelta degli stakeholder (ovvero i soggetti portatori di un interesse specifico) dovrebbe essere alla base del Piano, secondo l'opposizione. "Occorre esprimere le scelte di metodo, selezionare gli stakeholder tra le associazioni di categoria ma anche tra i sindacati dei lavoratori - specifica Donati - Noi, come opposizione, presenteremo le linee di metodo per selezionare gli stakeholder".

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