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Turismo, Progetto Cervia: "Bagni trasformati in ristoranti e discoteche, servono delle regole"

La lista civica Progetto Cervia interviene sul futuro del turismo e, in particolare, sull’ampliamento della gamma dei servizi offerti dagli stabilimenti balneari, non più limitati al solo lettino e ombrellone

La lista civica Progetto Cervia interviene sul futuro del turismo e, in particolare, sull’ampliamento della gamma dei servizi offerti dagli stabilimenti balneari, non più limitati al solo lettino e ombrellone. “La totale assenza di limiti operativi, unita alla commistione di attività per cui in spiaggia si può ormai fare di tutto, finirà per danneggiare il tessuto turistico-commerciale - precisa il presidente dei civici Pietro Paolo Pollini - L'attrattiva principale deve giustamente rimanere la balneazione classica. Laddove si vogliano ampliare i servizi, occorrono regole certe che abbiano come obiettivo comune la parità di trattamento tra attività: sì all’intrattenimento, ma solo per numeri limitati di persone e rincorrendo l’offerta di qualità, non riducendo il tutto a una discoteca su spiaggia, no ai gazebo per la vendita di alcolici sull’arenile. In tema di ristorazione, occorre aumentare i controlli sul rispetto delle regole sanitarie per chi ha ristoranti in spiaggia: ristorazione aperta di sera solo per chi ha un ristorante che opera almeno 10 mesi all’anno e doppia licenza, una per la ristorazione e una per l’attività balneare. Gli imprenditori devono poter concorrere tra loro ad armi pari, anche mediante la parificazione della Tari tra chi ha ristoranti in spiaggia e chi no. Siamo poi contrari al commercio in spiaggia e promuoviamo la valorizzazione dei centri commerciali naturali dei centri storici e delle località per rilanciare il commercio della città".

A questo proposito Michele Fiumi, ex assessore di Progetto Cervia, aggiunge: “Serve valorizzare i centri delle località con eventi di grande qualità e con un’organizzazione delle attività coordinata, come in un vero e proprio centro commerciale. Cervia non ha ancora un piano del commercio, che pur avevo tra i miei obiettivi di PEG, atto a valorizzare le migliaia di attività presenti dietro alla spiaggia: è qui che vanno concentrati i nostri sforzi se vogliamo una città inclusiva e non trasformare i centri in dormitori. Cervia poi, ha tantissimi aspetti che possono essere valorizzati, dai percorsi archeologici a quelli naturalistici, per rilanciare l’offerta turistica. In campagna elettorale, sul tema turismo si è consumato l’ennesimo tradimento: fu lo stesso sindaco Medri a concordare con noi circa la necessità di una svolta qualitativa per l’offerta turistica, ma son rimaste parole al vento come si può evincere. In questo momento il turismo qualitativo fugge di fronte alle scorribande di giovani ubriachi, aggressioni, furti e violazioni di proprietà private e questo non potrà non ripercuotersi sul tessuto economico locale".

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