Martedì, 19 Ottobre 2021
Politica

Turismo, Spadoni: "Il modello è da rivedere"

"Siamo tutti d’accordo che il turismo rappresenta un comparto essenziale per la nostra economia, ma le scelte praticate dalla pubblica amministrazione per sostenerlo, spesso generano qualche incoerenza"

“Siamo tutti d’accordo che il turismo rappresenta un comparto essenziale per la nostra economia, ma le scelte praticate dalla pubblica amministrazione per sostenerlo, spesso generano qualche incoerenza. È  il caso, ad esempio, della famigerata tassa di soggiorno ritenuta, a ragione, dannosa tenuto conto che in  buona misura i costi dell’esazione sono più alti della produzione, anche se si può  capire il disperato bisogno di  trovare risorse economiche per le casse degli enti locali. Tale tassa, in ogni modo,  si può accettare solo quale seria contropartita a fronte di servizi erogati dalla pubblica amministrazione in termini di reinvestimento sui territori.  Ma nei  fatti, tuttavia,  questo avviene solo parzialmente e, quindi finisce per rimanere  solo un balzello, peraltro  in un momento aggravato da un’economia complessiva, ancora in sofferenza  sotto il versante reddituale”. 
     
A parlare è Gianfranco Spadoni, Consigliere “Civici” Provincia di Ravenna. 

“Oltre a quest’aspetto, andrebbe ridefinito il modello turistico e della promo – commercializzazione, come esigenza non più rinviabile  se non si vuole affossare il comparto trainante e trasversale della nostra economia. E quanto sta avvenendo nei lidi sud, in particolare a Lido di Classe e Lido di Savio,  peraltro ormai in piena stagione estiva, evidenzia  una situazione molto critica  e problematica di grave malessere che certo non concorre a sostenere l’imprenditoria  del mare”.

“Più in generale, inoltre,  se tracciamo un breve bilancio dell’anno 2016,  i dati riferiti agli arrivi si possono davvero classificare straordinari in rapporto agli ultimi decenni, tuttavia la nota dolente  è rappresentata dalle presenze  ossia dai pernottamenti sempre più brevi, al punto di fare emergere uno dei dati peggiori degli ultimi vent’anni. Assistiamo ancora, purtroppo, a ripetute  sovrapposizioni oltre all’eccessiva frammentazione organizzativa e promozionale da parte delle istituzioni locali e degli enti preposti  a occuparsi del settore,  invece di concentrare tali compiti  di marketing e di promo commercializzazione mirata, d’intesa con i privati, in mano a pochi soggetti.  In ogni caso una più forte integrazione del prodotto turistico con  forme di offerta innovativa, estesi a tutto il territorio provinciale  sono solo alcune direttrici di base per migliorare la competitività e recuperare concorrenzialità. Anche le evidenti carenze dei collegamenti, tra l’altro, non aiutano certamente a migliorare le criticità esistenti” ha concluso Spadoni.

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