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Domenica, 22 Maggio 2022
Politica

Una canna al basilico per l'onorevole. Maestri accetta lo scherzo delle Iene, ma a Ravenna fa scandalo

Benzoni (LpRA): "Vergogna!". Maestri: "Privo di ironia e impregnato di ipocrisia. Io non mi sono mai fatto una canna, non fumo e bevo con molta moderazione solo Sangiovese e Cagnina".

Legalizzare la cannabis per contrastare il giro d’affari della mafia. Questo voleva essere il significato del gesto del deputato di Possibile Andrea Maestri, che ha accettato la sfida propostagli da un inviato. Ma il gesto di rollare e fumare una canna (di basilico) in un servizio della trasmissione Le Iene – il cui video, tra l’altro, è stato condiviso su Facebook dallo stesso Maestri – ha destato scandalo.

L'ACCUSA - Gianluca Benzoni, esponente di Lista per Ravenna e presidente di Riprendiamoci Ravenna, ha commentato così l’accaduto: “Vergogna! Si vuole far diventare legale ciò che non si riesce a governare, anche a discapito della salute dei cittadini. Governanti più impegnati ad agevolare la formazione di masse di giovani dalla mente offuscata dal fumo piuttosto che creare nuovi posti di lavoro, creare occupazione, creare loro opportunità per esprimere ciascuno le proprie attitudini. La legalizzazione della droga, di qualsiasi droga, è contraria alla tutela della salute dei cittadini e non risolve di certo il problema dello spaccio delle sostanze stupefacenti. Vogliamo andare oltre? Un incidente grave provocato da un autista sotto effetto della marijuana, legalizzata, come lo sistemiamo? Infortunio sul lavoro di un dipendente sotto effetto della marijuana, come la mettiamo? Gli assodati problemi di salute che crea l'abuso della marijuana a chi li facciamo curare?”

LA REPLICA - Non ha tardato ad arrivare la risposta di Maestri: “L'amico Benzoni, purtroppo privo di ironia e impregnato di ipocrisia. Io non mi sono mai fatto una canna in vita mia, non fumo e bevo con molta moderazione solo Sangiovese e Cagnina. Eppure non sono in Parlamento a rappresentare me stesso: sono qui per cercare di fare cose buone e utili per il mio paese. Tra queste combattere le mafie e i loro traffici. Legalizzare (non liberalizzare, caro Benz) la cannabis (e non tutte le droghe, tanto meno quelle pesanti) significa togliere guadagni alla criminalità, avere più sicurezza nelle strade liberandoli da pusher e spacciatori, controllare la qualità e la sicurezza del prodotto, evitare di criminalizzare tanti giovani che ne fanno comunque (legale o no, continueranno a farlo) uso. Lo dice la Procura Nazionale Antimafia. E sull'uso terapeutico sono d'accordo non solo i medici (ciò che dovrebbe bastare) ma anche molti ultracattolici integralisti. E con le risorse che lo Stato introita si potrebbero fare serie politiche di prevenzione e riduzione del danno, a tutela della salute dei cittadini. Legalizzare significa controllare di più e meglio e rovinare gli affari alla malavita. Solo gli ipocriti e i proibizionisti selettivi (perché non proibire anche alcool e sigarette?) continuano ottusamente ad opporsi ad una consapevolezza che nella società civile è già maturata ma che il ceto politico non sa o non vuole ascoltare”.

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