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“Una rifiutopoli vicino a Punte Alberete”, Ancisi (LpRa) attacca il progetto della nuova discarica

Il capogruppo di Lista per Ravenna sottolinea come la "nuova discarica" sarebbe destinata a ricevere "scorie e ceneri di combustione, fanghi industriali di varia tipologia e terreni di bonifica"

“Mentre in Emilia-Romagna tutti gli inceneritori sono stati nel frattempo chiusi, è chiaro che, quanti più rifiuti indifferenziati non saranno discaricati nelle altre province, tanto più Ravenna rafforzerà la qualifica di Rifiutopoli, meritata grazie alle politiche degli ultimi decenni che ne hanno sacrificato l’aria vitale e l’ambiente naturale a presunti vantaggi economici, in realtà speculativi”, con queste parole Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, attacca duramente l’amministrazione comunale contro il progetto di ampliamento che dovrebbe interessare la discarica di Ravenna in via Romea Nord.

L’attacco di Ancisi parte appunto “dalla notizia che è in atto la Valutazione d’Impatto Ambientale (Via) su un progetto di ampliamento dell’impianto di via Romea della capacità di 302 mila metri cubi, pari a cinque milioni di quintali di rifiuti, per una durata di oltre otto anni. Questo ulteriore settore si configura peraltro come una specie di nuova discarica, destinata infatti a ricevere tre tipi di rifiuti assai poco urbani, non certo prodotti in esclusiva a Ravenna, quali scorie e ceneri di combustione, fanghi industriali di varia tipologia e terreni di bonifica”.

A rendere ancor più grave, per Ancisi, il progetto di ampliamento sarebbe la “brevissima distanza da Punte Alberete, Sito naturalistico di mportanza comunitaria (Sic) e Zona di Protezione Speciale (ZPS), che in passato era parte dell’adiacente pineta San Vitale”.

Riporta sempre il capogruppo di Lista per Ravenna che l’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpae) avrebbe chiesto alcune integrazioni del progetto, tra cui nuovi studi sulle emissioni odorifere, sottolineando però come, “vista la proposta di approntare 9 camini esalatori...non si possa escludere il rilascio di altre tipologie di gas che possono essere generati non soltanto dai rifiuti biodegradabili, ma anche da altre tipologie di rifiuti a seguito di volatilizzazione diretta dai rifiuti che li contengono o altre reazioni biologiche o chimiche tra i rifiuti -, chiedendo ad Hera - “di effettuare una valutazione quali-quantitativa in tal senso e di proporre dei sistemi di abbattimento adeguati ed efficaci”.

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