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Palazzo Grossi, Ancisi: "Serve un bando per la valorizzazione"

Ancisi si rivolge alla giunta per conoscere "come e con quale previsione di tempi ragionevoli si intende dare attuazione al percorso di valorizzazione di Palazzo Grossi, sottoponendolo a bando pubblico".

Il percorso di valorizzazione di Palazzo Grossi, a Castiglione di Ravenna, al centro di un'interrogazione del capogruppo in consiglio comunale di Ravenna, Alvaro Ancisi. L'esponente della lista civica ricorda come il Comune di Ravenna abbia inserito nel piano dei propri beni immobili interno al bilancio di previsione 2017 tre edifici storici da valorizzare, tra cui Palazzo Grossi. Costruito dal conte Pietro Grossi nel 1565 sull’impianto di una fortezza, l’ex palazzo nobiliare rappresenta un innesto architettonico non comune tra l’armonia rinascimentale e la robustezza delle rocche medioevali.

"Il Comune - ricorda Ancisi - lo acquistò nel 1987 da una società immobiliare di Cesena al prezzo di 750 milioni di lire, impegnandosi a “provvedere tempestivamente all’affidamento della progettazione delle opere e lavori occorrenti al suo pronto recupero, al fine di poterlo consegnare con sollecitudine alla popolazione di Castiglione”. Compiendosi il prossimo 18 giugno trent’anni anni dall’acquisto, il recupero può dirsi avvenuto solo all’esterno dell’immobile, dove si organizzano spettacoli e manifestazioni, ma l’interno aspetta ancora di essere restaurato affinché il Palazzo costituisca un’importante attrazione turistica e culturale. L’ultimo intervento tampone, effettuato dal Comune nel 1996, non ha impedito che gli interrati si allaghino ad ogni pioggia forte, a causa del fatto che, rifacendo il tetto, ci si è dimenticati di munirli di grondaie coi relativi canali di scolo collegati ai canali di scarico. In questo trentennio, molte proposte di valorizzazione del Palazzo sono rapidamente sfumate. Tra queste, la più celebrata fu, nel 2007, il progetto di insediarvi un polo scientifico e tecnologico sul restauro".

LA FONDAZIONE RONCALLI - Prosegue Ancisi: "È però tuttora in essere un progetto della Fondazione Roncalli, affiancata dagli Ospitalieri San Bernardino e You Italy, presentato al Comune nel dicembre 2015 e formulato successivamente come richiesto dall’Amministrazione, col quale l’associazione, insediando in Palazzo Grossi la sua principale sede di rappresentanza, intenderebbe realizzarvi, senza scopo di lucro, un centro direzionale per lo studio, l’avviamento e la gestione di progetti in campo formativo, culturale ed umanitario. L’associazione si farebbe carico della ristrutturazione integrale dell’immobile, versando al Comune un canone annuo proporzionale alla durata del contratto di locazione, da stabilirsi. Il tutto sarebbe garantito con fideiussione bancaria".

UN BANDO PUBBLICO PER VALORIZZARE IL PALAZZO - "Ai sensi del decreto-legge 112 del 2008, l’inserimento di Palazzo Grossi nel piano di bilancio degli immobili da valorizzare ne rende l’utilizzo libero da ogni vincolo urbanistico - continua il leader della lista civica -. Trattandosi di un bene di interesse storico e artistico tutelato dal codice dei beni culturali, è però necessario il parere della Soprintendenza: la quale, rispondendo alla presidente Emanuela Roncalli a firma dell’arch. Emilio Roberto Agostinelli, si è detta lieta “dell’interesse dimostrato dalla Fondazione Roncalli per Palazzo Grossi, edificio dalle grandi potenzialità sia per le caratteristiche architettoniche che per il contesto nel quale si inserisce e la sua strategica collocazione nel territorio (Ravenna-Cervia), dichiarandosi disposta ad “affrontare insieme le particolarità dell’intervento” non appena la sua “operatività” fosse stata “condivisa dall’amministrazione comunale proprietaria”".

"È ben chiaro e apprezzato dal sottoscritto che il decreto 112, lasciando al Comune piena autonomia sulle forme di valorizzazione dei propri immobili inseriti a tal fine nel bilancio di previsione, richiede non solo la “salvaguardia dell’interesse pubblico”, ma anche l’“utilizzo di strumenti competitivi” - continua Ancisi -. Serve cioè l’emissione di un bando pubblico a cui possa concorrere chi aderisce alle condizioni fissate dall’Amministrazione. Proprio per questo, in presenza già di un’offerta preliminare, certamente da vagliare alla luce del sole insieme ad altre, sarebbe non solo ingiustificato, ma contraddittorio, soprassedere ad avviarlo. Palazzo Grossi non sopporta che il Comune, perfino in presenza di un impegno assunto con l’approvazione del bilancio di previsione 2017, resti in attesa a tempo indefinito di essere sottratto al degrado e all’inutilità. Occorre dunque che sia restaurato e restituito al più presto al suo grande valore. La comunità ravennate lo acquistò a caro prezzo non certo solo per l’area scoperta". Ancisi si rivolge alla giunta per conoscere "come e con quale previsione di tempi ragionevoli si intende dare attuazione al percorso di valorizzazione di Palazzo Grossi, sottoponendolo a bando pubblico".

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