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Sabato, 22 Gennaio 2022
Politica

Si chiude il ciclo di Vincenzo Galassini da consigliere provinciale

"Termina la vita politica come consigliere nelle istituzioni - aggiunge - ma continuerò le mie battaglie all’esterno come uno dei fondatori di Forza Italia a Ravenna"

Termina la carica di consigliere provinciale di Forza Italia di Vincenzo Galassini. "Eletto per la prima volta nel 2001 - esordisce - ho svolto prima la carica di consigliere provinciale poi di capo gruppo e nel 2006, candidato a presidente della Provincia per una parte del centro destra Forza Italia; Lega Nord; UDC, non partecipava AN. Alle ultime elezioni provinciali ero il primo dei non eletti e con le dimissioni del leghista Capucci sono tornato in consiglio provinciale, una parte degli eletti è passata a NCD. Con orgoglio confermo l’impegno assunto per sedici anni con Forza Italia".

"La provincia di Ravenna come tutte le provincie non scompaiano nonostante le falsità di Renzi e Del Rio - prosegue -. I nuovi consiglieri provinciali di Ravenna, dopo le elezioni del comune di Ravenna, saranno svolti dai consiglieri comunali e dai sindaci eletti in seconda grado come avverrà per il nuovo Senato come si vuole fare con la nuova legge costituzionale, rimangono sempre i costi, è mancata una vera riforma costituzionale che affrontasse veramente il problema generale".

"Termina la vita politica come consigliere nelle istituzioni - aggiunge - ma continuerò le mie battaglie all’esterno come uno dei fondatori di Forza Italia a Ravenna esprimendo il mio parere a tutti i livelli in piena libertà di pensiero come sempre ho fatto e fedele alla linea del nostro fondatore Silvio Berlusconi, cominciando dal comitato per il No. Con l’occasione ringrazio i collaboratori per i consigli e suggerimenti, la stampa, la provincia che ha ascoltato la mia “grinta” per difendere le giuste ragioni dei cittadini, che però devo costatare mai accolte, sperpero Stepra, l’E55; le infrastrutture e tanto altro, ho preso atto che nessuna delle segnalazioni alla Corte dei Conti di Bologna a oggi sia stata accolta, ma non mi meraviglio di più nulla. Quello che mi preoccupa che lo “stile” della sinistra in Provincia di Ravenna e Emilia Romagna si estenda in tutta Italia, grave pericolo per i nostri “nipoti” e dell’Italia".

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