Volantinaggi abusivi alla festa del Pd, scoppia la polemica

Publimedia replica: "Violazione dei diritti costituzionali? La lettera inviata a Ravenna Punto a Capo è stato un semplice invito a non violare nuovamente i nostri diritti commerciali"

Libertà di comunicare o violazione dei diritti pubblicitari? Il terreno di battaglia è la festa del Pd, vale a dire migliaia di persone che confluiscono in un solo luogo. Per manifesti, volantini e quant'altro quindi bisogna pagare, come una pubblicità per strada o alla stazione ferroviaria. Anche questo è un mezzo di sostentamento delle tante feste democratiche. Ma su questo punto scoppia la polemica: il gruppo politico “Ravenna Punto a Capo” ha lamentato di essere stata limitata nel suo diritto di espressione per un volantinaggio dentro la festa

E pronta arriva la risposta di Publimedia: “La lettera inviata a Ravenna Punto a Capo è stato un semplice invito a non violare nuovamente i nostri diritti commerciali. Nell’ambito della festa del PD, la nostra società si occupa di commercializzare spazi pubblicitari, a fronte di un accordo economico con il Pd. Pertanto chiunque sia interessato, si deve rivolgere a noi, anche per la semplice attività di volantinaggio. Ravenna Punto a Capo, ha violato i nostri diritti commerciali, distribuendo proprio materiale all’interno della festa del Pd e pertanto, l’abbiamo invitata a non proseguire in questo comportamento pena un’azione legale nei suoi confronti. Nulla di più”.

In generale, l’attività di volantinaggio è consentita in luoghi privati aperti al pubblico se il detentore dei luoghi autorizza (come nel caso della festa del Pd) e in luoghi pubblici se le norme lo consentono. Quello di Ravenna Punto a capo, a detta di Publimedia, sarebbe stato abusivo. “E' stato contestato a Ravenna Punto a Capo come ad altre decine di soggetti che hanno violato un’esclusiva commerciale”. Diversamente per i luoghi pubblici, evidenziamo che a Ravenna le attività di volantinaggio sono vietate da apposita ordinanza del 30 settembre 2002. Questo per qualsiasi attività pubblicitaria, indipendentemente dal soggetto pubblicizzato.

Quindi il commento della società pubblicitaria: “Insomma, ci è parso sproporzionato uscire con comunicati stampa per un episodio così banale. Come altrettanto eccessivo rifarsi addirittura all’articolo 21 della Costituzione: come se Publimedia Italia srl volesse addirittura attentare alla libertà di parola. O peggio, e questo risulta piuttosto sgradevole, “intimidire” qualcuno”.

Quindi la replica di Ravenna Punto a Capom che invita Publimedia a procedere con la querela: "Per correttezza mettiamo a conoscenza che i nostri volantinaggi (28 agosto dalle 20,30 alle 21,30; 1 settembre dalle 21,00 alle 22,00; 12 settembre dalle 21,00 alle 22,00) erano tutti volantinaggi avvenuti in piedi, a mano e nel parcheggio del Pala De André. Detto questo, Publimedia ha la nostra  solidarietà e la appoggiamo nella battaglia per la legalità e la giustizia, invitiamo pertanto Publimedia a denunciarci con prove alla mano (oltre che di volantino commerciale presunto) in nome della Giustizia e perché si sentono violati. Comprendiamo che in questo mondo ci sono “squali dell’informazione e del marketing” ed è impresa ardua far valere i propri diritti".

 

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