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Al via la rassegna "Medicina di genere: garantire equità e appropriatezza"

L’obiettivo della rassegna è avviare una sollecitazione, anche civica, alle istituzioni sanitarie e alle associazioni di volontariato che operano in sanità

Parte venerdì la rassegna Medicina di genere: garantire equità e appropriatezza, promossa dalla Casa delle Donne con il contributo del Comune di Ravenna, il patrocinio della Azienda Sanitaria Romagna e dell’Ordine dei Medici di Ravenna. Il programma prevede 10 iniziative pubbliche, fino a maggio 2019, di carattere informativo e formativo rivolti alla cittadinanza e agli operatori sanitari, con accreditamento per i professionisti. La rassegna ha avuto la consulenza dei medici del Centro di Formazione di Medicina di Genere promosso dall’Ordine dei Medici di Rimini, nato con l’intento di lavorare con un metodo interdisciplinare tra le diverse aree mediche e le scienze umane tenendo conto delle differenze legate al genere.

L’incontro di venerdì alle 16 nell’aula magna del CMP in via Fiume Abbandonato 134 tratterà il tema "La salute su misura. Medicina di genere non è medicina delle donne" con le relazioni di Fulvia Signani psicologa Ausl Ferrara, docente di Sociologia di genere e consigliera UniGenderMed della Università di Ferrara e della senatrice Paola Boldrini, prima firmataria della proposta di legge che ha l’obiettivo di applicare e diffondere il tema della Medicina di Genere, mediante divulgazione, formazione e indicazioni pratiche riguardanti la ricerca, la prevenzione, la diagnosi e la cura. L’incontro è stato organizzato da Soroptimist Club Ravenna in collaborazione con le associazioni Auser e Pubblica assistenza Ravenna. 

La Medicina di Genere non è una medicina alternativa, non è la medicina delle donne, non è una “cosa” ideologica, ma un nuovo e ampio corredo di studi medici, clinici e farmacologici che serve a sviluppare una sanità personalizzata e rispettosa delle differenze dei due sessi. Fra uomini e donne vi sono molte significative differenze in termini biologici, funzionali e psicosociali, spesso così  importanti da differenziare i sintomi delle malattie, le diagnosi e l’ interpretazione degli esiti di cura. Questa nuova ottica richiede una rivisitazione di tutta la medicina ad opera della scienza, del sistema sanitario e dell’utenza stessa. L’obiettivo della rassegna è avviare una sollecitazione, anche civica, alle istituzioni sanitarie e alle associazioni di volontariato che operano in sanità. “Sosteniamo con convinzione questo importante percorso - dichiarano le assessore Valentina Morigi e Ouidad Bakkali - perchè di fronte ad una società che è profondamente cambiata nella sua composizione sociale, il welfare deve essere capace di intercettare e interpretare i nuovi e molteplici bisogni della comunità”.

Alla progettazione della rassegna hanno lavorato le associazioni femminili e femministe della città: Udi, Fidapa, Soroptimist, Femminile Maschile Plurale, 8 marzo donne di Porto Fuori, Linea Rosa e le associazioni attive in sanità: Aims, Alice, Alzheimer Ravenna, Anmic, A Testa Alta, donne Protette, Diabete Ravenna, Ravenna Parkinson, Porte Aperte Romagna, ama la vita, Sulle ali delle menti, Auser, Cri, Pubblica Assistenza, Fondazione Nuovo villaggio del Fanciullo, Cnai Nucleo Ravenna. In totale 22 associazioni che insieme collaborano sulle singole iniziative, coinvolgendo la loro base associativa, medici specialisti e operatori sanitari, anche attraverso l’adesione del Comitato Unico di Garanzia della Azienda Sanitaria Romagna. Per informazioni: Casa delle donne - via Maggiore 120 casadelledonneravenna@gmail.com

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