Aumentano a Ravenna i donatori di midollo osseo, soprattutto fra i giovani

In particolare, è aumentato in maniera significativa il numero dei nuovi donatori di Midollo Osseo nel nostro territorio

La generosità dei ravennati non si arresta, come dimostrano i dati presentati da Admo Associazione Donatori Midollo Osseo e dal Centro Donatori Midollo Osseo del Servizio Trasfusionale di Ravenna, insieme ad Avis Associazione Volontari Italiani Sangue. In particolare, è aumentato in maniera significativa il numero dei nuovi donatori di Midollo Osseo nel nostro territorio. Nel 2017 si sono registrati ben 433 nuovi donatori di Ravenna e provincia, con un incremento circa del 46% rispetto al 2016, quando furono 296. È anche grazie a questo ottimo risultato che l’Emilia Romagna è stata la Regione a segnare l’aumento maggiore (+5.260 unità) di nuovi iscritti al Registro donatori di midollo osseo, l’”anagrafe” nazionale che raccoglie tutti i soggetti idonei alla donazione di cellule staminali emopoietiche. Oggi la nostra Regione è al terzo posto in Italia per donatori, dopo Lombardia e Veneto (ne conta 52.535 sul totale degli oltre 390mila in tutta Italia).

Il Centro Donatori Midollo Osseo del Servizio Trasfusionale di Ravenna, che coordina anche i poli di reclutamento di Cesena, Forlì e Rimini, dal canto suo vanta 5.541 ravennati iscritti al registro, dato che si è consolidato grazie alla presenza capillare di Admo a Ravenna a partire dal 2015. Altro indice di rilievo, è la giovanissima età dei donatori ravennati: infatti, oggi il 71% dei donatori ha tra i 18 ed i 25 anni, mentre il 28% ha tra i 25 e i 35 anni. Questo è un aspetto estremamente positivo, poiché da un lato contribuisce a consolidare la base dei donatori, assicurando all’individuo una lunga permanenza all’interno del registro; dall’altro, aumenta in maniera significativa la probabilità di compatibilità tra potenziale donatore e ricevente.

La donazione di midollo osseo si rivela necessaria nella terapia di alcune malattie del sangue a partire dalla leucemia, ma anche di linfomi, mielomi o talassemie. Nell’ultimo anno in Italia sono stati 1.800 i pazienti bisognosi di cellule staminali emopoietiche, da cui si originano globuli rossi, globuli bianchi e piastrine: di questi circa il 55% le ha ricevute da donatore iscritto al registro mondiale dei donatori, il 20% circa da un familiare o tramite trapianto autologo, mentre il 25% non ha potuto trovare un donatore compatibile né in ambito famigliare né da registro e quindi non hanno ricevuto risposta. Le donazioni effettuate dai donatori italiani, invece, sono state 225 e sono state destinate a pazienti residenti in Italia e all’estero.

“Le motivazioni alla base di questo incremento –spiega Rita Malavolta, presidente Admo Emilia Romagna e che dell’Associazione è anche Presidente nazionale - vanno ricercate in particolare nella nuova modalità di tipizzazione (cioè, la verifica dell’idoneità alla donazione di midollo), che oggi si effettua con un semplice kit salivare e, quindi, viene svolto in maniera rapida, senza bisogno di particolari attrezzature o strutture sanitarie. A questa, si aggiunge l’intensa attività che la nostra Associazione, in collaborazione con il Centro Donatori Midollo Osseo del Servizio Trasfusionale di Ravenna, ha condotto nel corso dell’anno a Ravenna e nel circondario, a partire dalla collaborazione con il Centro Servizi del Volontariato del Comune di Ravenna e la Consulta del Volontariato. La sinergia più stretta, tuttavia, è quella con Avis Provinciale Ravenna, con cui siamo riusciti a moltiplicare la nostra presenza, anche appoggiandoci alle loro strutture territoriali, e ad aumentare significativamente la popolazione dei donatori. Del resto, come diciamo sempre, ogni donatore è un farmaco salvavita per un solo malato, e può donare (fatta eccezione per la donazione tra familiari) solamente ad una persona; anche per questo motivo, la necessità di avere nuovi donatori è costante”.

"La collaborazione tra Avis Provinciale Ravenna e Admo nel nostro territorio si è rafforzata tre anni fa a seguito del protocollo di intesa firmato dalle nostre Associazioni a livello regionale - afferma Marco Bellenghi, presidente Avis Provinciale Ravenna - ed è nata in maniera naturale, dal momento che condividiamo l’impegno per la medesima causa. La donazione, sia essa di sangue, plasma o midollo, è un gesto fondamentale per la salvaguardia della salute, sia del donatore che del ricevente. Il programma di attività con le scuole è il cuore del nostro lavoro in tandem: nella prima fase, agiamo con interventi di sensibilizzazione e informazione, successivamente, interveniamo nelle scuole superiori con l’autoemoteca e il personale sanitario. Proprio ieri, per esempio, eravamo al Liceo scientifico di Ravenna, e saremo attivi su tutte le scuole della provincia fino a maggio, per poi riprendere a ottobre. Nel 2017 abbiamo visitatogli istituti scolastici da Ravenna a Cervia, da Faenza a Brisighella, ma anche a Lugo etc etc, per un totale di 6.728 ragazzi incontrati; con loro ci muoviamo, con programmi e finalità diverse, incontrando classi di scuole primarie (67 nel 2017) e secondarie di primo (107) e di secondo grado (125 classi). Sul totale dei 1.154 nuovi donatori di sangue, lo scorso anno 138 erano ragazzi, rispetto ai circa 400 che hanno effettuato i test per poter essere ammessi a donare (cosiddetto test di idoneità). Non dimentichiamoci che alcune abitudini molto in voga tra i ragazzi, dai piercing ai tatuaggi, ma, più in generale anche la consuetudine ai viaggi all’estero e la presenza di un nuovo partner, rappresentano un limite, almeno temporaneo, alla donazione di sangue, pertanto queste cifre sono assai significative”.

La collaborazione siglata di recente da Admo Emilia Romagna e Alma Mater permetterà di essere presenti a partire da maggio in maniera organica anche nelle Sedi universitarie di Ravenna (un primo approccio c’era stato nel 2015 con la Facoltà di Scienze ambientali, poi lo scorso anno con la scuola per infermieri di Faenza). Il progetto vedrà, anche questa volta, il coinvolgimento di Avis Provinciale Ravenna che ha al proprio interno un team dedicato alle iniziative per gli studenti, a cui affianca anche l’attività del proprio gruppo giovani. Inoltre, in programma nei prossimi mesi, grazie alla collaborazione delle due associazioni c’è anche una raccolta fondi di sensibilizzazione come la Cena in bianco a Ravenna; continua periodicamente, la attività di sensibilizzazione che Admo effettua abitualmente appoggiandosi presso le sedi territoriali Avis di Ravenna ed in particolare in quella di Lugo dove l’ultimo venerdì del mese interviene con il proprio personale per effettuare i test di tipizzazione del midollo osseo.

“È davvero un grande piacere – aggiunge l’assessore al Volontariato Gianandrea Baroncini – commentare questi dati. Essi non solo confermano la grande tradizione di solidarietà che la nostra comunità è in grado di esprimere concretamente, ma testimoniano ancora una volta che quando soggetti diversi uniti da una volontà comune fanno rete i risultati arrivano, positivi e immediati. Grazie quindi all’Admo, all’Avis, al Centro Donatori Midollo Osseo del Servizio Trasfusionale di Ravenna, al Centro Servizi di Volontariato e alla Consulta. E grazie soprattutto a tutti coloro che hanno scelto di diventare donatori di midollo osseo. Sono molto contento che si tratti per la maggior parte di ragazzi giovani, che hanno fatto la scelta importante e consapevole di contribuire a salvare delle vite. Hanno interpretato il concetto di volontariato nel senso più autentico del termine, perché donare il midollo osseo vuol dire fare qualcosa di buono in maniera completamente disinteressata, per qualcuno che potrebbe vivere anche all’altro capo del mondo e che non si conoscerà mai”.

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