Nel 2017 ricoverati 548 pazienti oncologici: arrivano i 'farmaci innovativi'

Sul fronte della ricerca, sono oltre 40 gli studi clinici in corso di immunoterapia e con farmaci a bersaglio biologico, le più promettenti frontiere nella cura del cancro

Nella cornice del Salone dei Mosaici, presenti molti operatori sanitari ma anche moltissimi cittadini, si è tenuta la prima presentazione delle attività dell’Oncologia Ravennate. È stata, questa, una iniziativa fortemente voluta da tutta l’équipe oncologica, supportata dall’Istituto Oncologico Romagnolo, e con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale: erano infatti presenti gli assessori Roberto Fagnani e Massimo Cameliani. Lo scopo fondamentale era quello di informare la popolazione su tutte le attività svolte dal gruppo per evidenziare i punti di eccellenza, senza omettere quelli di criticità sui quali più bisogna lavorare.

Si sono affrontati diversi argomenti: la prevenzione oncologica tradizionale con la dottoressa Bravetti che ha illustrato l’attività del Centro di Prevenzione Oncologica e in particolare i risultati degli screening mammario, della cervice uterina e del colon-retto. Il professor Stanganelli con l’ausilio di immagini ha illustrato come l’utilizzo di apparecchiature particolarmente sofisticate, acquisite grazie al contributo Ior, permetta diagnosi precocissime e sempre più precise e meno invasive del melanoma cutaneo. Il fronte clinico e della ricerca è stato aperto dal dottor Marangolo, già direttore del Dipartimento Onco-Ematologico che, oltre ad aver presentato il più importante studio osservazionale Italiano di real world medicine, una delle più recenti frontiere in oncologia che vede Ravenna e l’Irst capi-fila e coordinatori dello studio, ha passato il testimone al professor Cappuzzo riconoscendo a lui e alla sua équipe il merito di aver riportato, in poco tempo, l’Oncologia Ravennate ai vertici dell’Oncologia Europea.

I numeri presentati parlano chiaro: nel 2017 sono stati trattati, in regime di ricovero, 548 pazienti, +19% rispetto all’anno precedente; la degenza media è stata di 6,54 giorni quando nel 2016 era stata di 15 giorni, il numero dei dimessi è stato superiore del 20% rispetto all’anno precedente. Sul fronte della ricerca i dati sono ugualmente positivi: sono oltre 40 gli studi clinici in corso di immunoterapia e con farmaci a bersaglio biologico, le più promettenti frontiere nella cura del cancro, il che vuol dire che un consistente numero di pazienti assistiti dall’Oncologia Ravennate ha potuto essere trattata con farmaci assolutamente innovativi. Un vantaggio per i pazienti, un importante contributo alla scienza e un evidente risparmio per in Sistema Sanitario Regionale. La dottoressa Ruggeri, psicologa dello Ior in forza all’Oncologia Riminese, ha illustrato le linee di comportamento adottate nei confronti dei pazienti e dei familiari ribadendo ancora una volta l’importanza del supporto psicologico nell’ambito della più complessa strategia terapeutica e ha illustrato il progetto Margherita, attivo a Ravenna dal 2012 e che negli ultimi anni ha permesso di consegnare gratuitamente alle pazienti, in collaborazione con volontarie infermiere,150 parrucche nel 2016 e oltre 100 nel 2017. E infine il dottor Di Mirto ha illustrato quello che è il fiore all’occhiello delle cure palliative ravennati, l’Hospice Villa Adalgisa, voluto e supportato dallo Ior, che svolge un’importante ruolo nel più complesso mosaico della cure palliative, evidenziando la necessità di un potenziamento della struttura, con il passaggio da 16 a 19 posti letto (adeguamento già avvenuto sul piano strutturale, ma che aspetta solo l’inserimento in convenzione da parte dell’Ausl della Romagna per poter partire). La serata si è conclusa con una cena che ha permesso a tutta l’équipe di farsi conoscere dalla cittadinanza.

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