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Università, 50 docenti in sciopero fino a fine ottobre: "Ma potrebbe durare di più"

Sono circa cinquanta i docenti del polo ravennate dell'Università di Bologna che stanno partecipando allo stato di agitazione iniziato il 28 agosto scorso e che coinvolge ben 79 atenei

Sono circa cinquanta i docenti del polo ravennate dell'Università di Bologna che stanno partecipando allo stato di agitazione iniziato il 28 agosto scorso e che coinvolge ben 79 atenei. I professori dell'Alma Mater che hanno aderito alla protesta potranno scioperare fino al 31 ottobre, mentre le lezioni si svolgeranno regolarmente, così come le lauree. Lo sciopero è stato indetto dal "Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria" che chiede lo sblocco degli scatti, l’adeguamento delle retribuzioni, l'assegnazione di risorse e più concorsi per ricercatori."È un'occasione irripetibile per far capire a tutti una volta per tutte che i Docenti Universitari Italiani non sono più disposti a farsi trattare in futuro come sono stati trattati a partire dal 2010", si legge nel documento: il riferimento è al blocco degli scatti del pubblico impiego a partire dal 2011 fino al 2014.

"Proseguiremo fino al 31 ottobre, ma in realta ogni docente può scioperare solo per 24 ore - spiega la coordinatrice del campus di Ravenna Elena Fabbri, professoressa ordinaria dell'Alma Mater - quindi in realtà lo sciopero è molto piu corto e per un solo appello d'esame. Visto che ci sono di mezzo gli studenti, infatti, abbiamo deciso di "pesare" il meno possibile su di loro, quindi ci siamo presi l'impegno di fissare un appello "sostitutivo" due settimane dopo quello in cui scioperiamo. Vogliamo il dovuto rispetto, è una questione di considerazione: agli altri dipendenti pubblici sono stati riconosciuti i normali scatti d'anzianità, a noi no. Perchè? Non reclamiamo gli arretrati, ma un riconoscimento. Abbiamo cercato di avere risposte inviando lettere e richieste d'appuntamento al Ministero, organizzando iniziative e riunioni, ma non siamo stati ascoltati, quindi abbiamo deciso di inviare un segnale più forte".

Lo sciopero ufficialmente si concluderà il 31 ottobre, ma la professoressa non esclude che si possa proseguire con altre azioni, in caso i docenti non venissero ascoltati. "Noi speriamo che non sia così e che dopo questa azione arrivino risposte, sperando anche che i Rettori "spingano" un po' di più con il Ministero - conclude Fabbri - Vogliamo far capire che i ragazzi che spendono soldi per avere un servizio e per studiare, che hanno capito perfettamente le ragioni della nostra azione spiegata più volte in aula, verrebbero pesantemente danneggiati se scioperassimo a oltranza".

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