Nuovo digitale terrestre: chi deve cambiare il televisore e come si ottiene il bonus tv

L'Emilia Romagna sarà tra le prime regioni coinvolte nel cambio di segnale. Per acquistare una nuova televisione o un decoder intanto arriva un bonus

Novità per il nuovo digitale terrestre: è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge del ministero dello Sviluppo Economico che regola la concessione degli incentivi per chi acquista televisori e decoder di ultima generazione, ovvero i modelli "idonei alla ricezione dei programmi con le nuove tecnologie trasmissive Dvb-T2".

Il passaggio dell'Italia al nuovo digitale terrestre, con standard DVB T2, coinvolgerà da subito la provincia di Ravenna: dal settembre al dicembre del 2021. Questo il periodo del primo switch che infatti interesserà Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta e Veneto. E a seguire le altre regioni.

A partire dal 30 giugno 2022, in tutta Italia, il segnale tv verrà trasportato lungo le frequenze del digitale terrestre con una nuova tecnologia, ribattezzata Dvb-T2. I programmi tv saranno quindi trasmessi con nuovi standard, e chi non ha un televisore che supporta la nuova tecnologia dovrà cambiarlo acquistandone uno compatibile. La sostituzione prevista dovrà scattare entro il 2022. E' importante precisare che solo in alcuni casi occorrerà cambiare il televisore, in altri casi potrebbe bastare invece un nuovo decoder.

Come capire se si deve cambiare il televisore

Il nuovo standard DVB T2 è una tecnologia di cui si parla dal 2017, anno in cui è cominciata la commercializzazione di televisori già attrezzati con DVB T2. In generale chiunque sia in possesso di apparecchi prodotti e venduti fino a quella data sarà costretto a cambiarli, o a comprare comunque un nuovo decoder. Ma a cosa serve il DVB T2? Oltre ai citati miglioramenti, permetterà di liberare la banda di trasmissione dei 700 Megahertz (le frequenze che vanno dai 694 ai 790 Mhz), così da non interferire con le nuove connessioni 5G.

Ma come verificarlo? Le principali emittenti sono intenzionate a mettere in onda due canali test, probabilmente ai numeri 100 e 200 del telecomando, trasmessi con uno standard (HEVC Main 10) coerente con il sistema Dvb-T2: potremo così verificare se il nostro televisore funzionerà anche con la nuova tecnologia. Per capire la compatibilità con i segnali DVB-T2/HEVC, è utile dare un'occhiata al manuale del televisore

Bonus tv, chi ne ha diritto

La norma prevede l'entrata effettiva in vigore degli incentivi 30 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dunque a partire dal 18 dicembre 2019, e fino al 31 dicembre 2022. Le risorse stanziate dal governo per il "bonus tv e decoder" sono in totale, al momento, 151 milioni di euro. L'ammontare dello sconto da applicare per l'acquisto di un televisore oppure un decoder per il Dvb-T2 sarà al massimo di 50 euro (lo sconto sarebbe inferiore nel caso il dispositivo acquistato costasse meno di 50 euro). Hanno diritto al bonus le famiglie con un reddito complessivo (Isee) di 20mila euro.

L'utente dovrà scaricare un modulo dal sito del ministero dello Sviluppo per autocertificare di rientrare nella categoria di reddito beneficiata dai contributi: l'Isee del suo nucleo familiare non deve superare i 20mila euro e i componenti dello stesso nucleo non devono aver già fruito del contributo. La dichiarazione sostitutiva, con allegata copia di un documento di identità, dovrà essere presentata al venditore.

Chi presenta false dichiarazioni, riuscendo ad ottenere il bonus senza in realtà averne diritto, incorre nella revoca del bonus e nelle sanzioni previste in caso di dichiarazioni false. I controlli incrociati saranno effettuati da Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza e Inps.

Attraverso il servizio online dell'Agenzia delle Entrate, il negoziante dovrà trasmettere il codice fiscale dell'acquirente per avere il via libera alla concessione del bonus tv e decoder, comunicando anche gli estremi del documento di identità dell'utente e i dati identificativi dell'apparecchio da acquistare. Il negoziante recupererà lo sconto sotto forma di credito d'imposta alla prima dichiarazione fiscale utile, con l'F24. Il ministero dello Sviluppo Economico informerà le famiglie dell'esistenza del bonus e della modalità di erogazione attraverso pubblicità e un call center gratuito.
 

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