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Gli oggetti delle proprie "radici" distrutti per sempre: il dramma dell'alluvione diventa un fotoreportage

La collezione di palle di vetro, gli album fotografici, i tessuti di un tappezziere. Ma anche i volti dei volontari e la gente che balla in centro dopo una giornata a spalare. Le meravigliose foto di Marco Scardovi

La collezione di palle di vetro, gli album fotografici, i tessuti di un tappezziere. Ma anche i volti dei volontari e la gente che balla in centro dopo una giornata a spalare. Marco Scardovi, fotografo amatoriale, attraverso i suoi scatti prova a raccontare, a distanza di quasi due mesi, i momenti subito successivi all'alluvione che ha colpito la Romagna. Con la sua macchina fotografica ha catturato diverse istantanee tra Faenza, Lugo e Modigliana. Il risultato è "Radici", un fotoreportage con il quale, come lui stesso scrive nella descrizione del lavoro, ha visto come "la furia dell'acqua ha imposto delle scelte intorno a cosa lasciarsi alle spalle e cosa portare con sé".

Marco, lughese residente a Faenza, è un operatore umanitario per una organizzazione non governativa. Oltre al lavoro, anche la passione per il fotogiornalismo lo porta in giro il mondo È stato, tra gli altri luoghi, ad Haiti, in Sudan, in Georgia, raccontando le storie di molti che vivono ai margini. E ha anche rappresentato le vite di alcuni immigrati provenienti dall'Africa occidentale, che si sono ritrovati quasi per caso nella sua Lugo e sono diventati comunità.

Alcuni scatti di "Radici" di Marco Scardovi

Con "Radici" la narrazione si è concentrata sui territori alluvionati e su come le persone hanno vissuto il distacco da cose, ricordi, oggetti che rappresentavano, appunto, le loro radici. "Questo lavoro - spiega Marco - è partito qualche settimana dopo aver iniziato a dare una mano a spalare nella zona vicino dove abito". Anche la sua casa, poco distante dal Lamone, ha subito danni. "Cantina e garage sono andati sott'acqua, per fortuna l'abitazione è al primo piano e si è salvata".

"Osservando le persone - prosegue - ho capito quanto molti si erano legati a oggetti per il valore intrinseco che possedevano. Ho pubblicato queste foto alle quali ho aggiunto poche, semplici didascalie. Per cercare di tradurre con le immagini quello che ho visto. Di quanto, in tanti, hanno legato il proprio vissuto o parte di esso a particolari oggetti".  

Il suo portfolio è pubblicato sul sito marcoscardovi.com, dove si trovano anche tutte le foto scattate per "Radici". È stato contattato per la pubblicazione di questo lavoro da realtà nazionali e internazionali. Ma la sua iniziativa, specifica, non ha finalità commerciali. "Quella per il fotogiornalismo è pura passione e mi fa solo piacere che questi scatti possano essere fruibili per chiunque li voglia", conclude Marco.



 

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