Giustiniano e Teodora, due icone di Ravenna: ma non misero mai piede in città

I loro ritratti in mosaico a San Vitale sono forse i due volti "più noti" della città bizantina, ma è probabile che gli imperatori non li abbiano mai visti dal vivo

Pensate di farvi fare un ritratto, un'opera d'arte stupenda che vi rappresenterà in tutta la vostra magnificenza e che verrà ammirata da milioni di persone per secoli e secoli, ma che voi non riuscirete mai a osservare. E' molto triste, ma probabilmente questo è ciò che accadde agli imperatori Giustiniano e Teodora, protagonisti iconici dei mosaici che adornano la basilica di San Vitale a Ravenna.

Il motivo di questo mancato incontro fra l'opera e i suoi protagonisti non fu, come qualche malizioso potrebbe pensare, un ritardo nella realizzazione, ma il semplice fatto che i due imperatori di Bisanzio - secondo gli storici - non misero mai piede a Ravenna.

Giustiniano e Teodora nella storia

Giustiniano I, detto il Grande, fu imperatore di Bisanzio (oggi Istanbul) dal 527 fino alla sua morte, sopraggiunta nel 565. Sua moglie era Teodora, donna di grande fascino e dalla vita avventurosa, che rimase al suo fianco fino alla scomparsa nel 548. Il loro regno ebbe un impatto molto importante nel mondo antico. Giustiniano fu infatti l'ultimo imperatore d'Oriente a tentare di restaurare l'antico Impero romano, impadronendosi di gran parte dei territori che facevano parte dell'Impero romano d'Occidente che aveva avuto per capitale Ravenna. La sua conquista dell'Italia fu però effimera, perché pochi anni dopo la morte di Giustiniano i Longobardi invasero la Penisola, riuscendo in pochi anni a occuparne gran parte.

Tuttavia, nel periodo in cui i due imperi erano stati finalmente riuniti, Giustiniano pose l'Italia sotto un protettorato che ebbe sede proprio a Ravenna. L'imperatore bizantino si occupò anche di mettere sul soglio vescovile ravennate Massimiano, suo uomo di fiducia, che assunse per la prima volta nella storia antica della chiesa il ruolo di arcivescovo.

La basilica di San Vitale e i famosi mosaici

La tradizione vuole che la basilica di San Vitale fu fatta costruire dal vescovo Ecclesio nel 526 e venne infine completata e consacrata dal Vescovo Massimiano (egli stesso presente nei celebri mosaici al fianco dell'imperatore) nel 547-548. La decorazione musiva, dunque, doveva essere già completa per quella data (plausibilmente le decorazioni furono eseguite tra il 546 e il 548). E proprio i mosaici sono ciò che rende celebre la basilica ravennate, oggi Patrimonio Unesco, nel mondo.

Tra le varie decorazioni musive presenti nella basilica spiccano due cortei imperiali: quelli di Teodora e Giustiniano, collocati l'uno di fronte all’altro nella parete dell'abside. Nei mosaici i due imperatori sono rappresentati come due figure splendide, con vesti pregiate, ricchi ornamenti ed entrambi esaltati da un’aureola dorata.

Ravennati... ad honorem

Due figure spesso discusse, quelle di Giustiniano e Teodora. Straordinari e crudeli, divisi fra grandi opere e spietati giochi di potere. I magnifici ritratti musivi presenti nella basilica di San Vitale riescono ancora oggi a tener viva la loro memoria. I loro splendidi volti appaiono su stampe e magliette, medagliette e numerosi altri souvenir, contribuendo a far di loro delle autentiche icone. Sono ormai visi familiari per tutti i ravennati che, di fatto, li considerano "gente di casa", anche se gli storici sono tutti più o meno concordi nell'affermare che Giustiniano e Teodora non misero mai piede a Ravenna. Tuttavia il fatto che la coppia imperiale non abbia mai potuto (o voluto) vedere lo stupendo doppio corteo di San Vitale non rende meno grandiosa la bellezza di quei mosaici e dei volti eternamente giovani che vi sono raffigurati.

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