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Lunedì, 20 Maggio 2024
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Halloween romagnolo: lo spettro delle paludi, la casa del diavolo e altri fantasmi

Case stregate, fantasmi degli acquitrini, mostri orripilanti, spiriti di briganti e re barbari. Sono molti gli orrori che si tramandano nella tradizione ravennate

La notte del terrore torna anche quest'anno puntuale: la sera del 31 ottobre si celebra ormai in tutto il mondo Halloween, una festa di origine celtica, divenuta molto popolare nei paesi anglosassoni per poi conquistare giovani e adulti di ogni angolo del globo con i suoi mostri e le sue oscure leggende. Anche se spesso oggi si tende ad associare questa festa a tradizioni provenienti dall'estero, non bisogna però dimenticare quelle che sono le leggende della nostra cultura locale. Già, perché fantasmi, streghe e morti viventi sono ben presenti anche nel folclore romagnolo e ravennate con racconti e leggende da brividi.

Fare qui un elenco di tutti i mostri presenti nelle leggende locali sarebbe davvero impensabile, quindi, per omaggiare anche noi la festività che cade nella vigilia di Ognissanti, passeremo in rassegna alcuni episodi o miti dell'orrore legati al nostro territorio.

Il mostro di Ravenna

Una di queste macabre leggende affonda le sue radici nel XVI secole e pare collegata alla terribile "Pasqua di Sangue", la battaglia di Ravenna del 1512. Sono infatti molte le testimonianze che collegano al periodo che precedeva quell'evento la nascita di un'orrenda creatura. Le descrizioni di quello che passò alla storia come il "Mostro di Ravenna" sono varie e colorite: c'è chi parla di una creatura nata con due teste e chi di un neonato con una testa enorme sormontata da un corno. Secondo le varie fonti le gambe erano ricoperte l'una da scaglie di rettile e l'altra era pelosa come la zampa di un caprone o di un diavolo, mentre sul petto comparivano le lettere Y X V. Questa nascita fu da molti interpretata come una punizione divina, nonché come presagio di un’imminente disgrazia, ovvero la battaglia di Ravenna. E secondo ulteriori testimonianze sembra che, in seguito al saccheggio di Ravenna a opera dell'esercito francese, il mostro si aggirasse ridendo sguaiatamente fra le rovine della città.

La Borda: lo spettro delle acque e delle paludi

Una delle creature più spaventose della tradizione romagnola è senza dubbio la Borda. Le leggende parlano infatti di uno spettro che tormenta i bambini, e in particolare quelli non troppo buoni. Secondo alcuni, il suo nome deriverebbe dalla divinità celtica 'Borvo', custode delle acque termali e delle sorgenti. Le storie popolari raccontano di un fantasma che si presenterebbe come una strega, bendata e orribile, pronta ad avventarsi, sia di notte che nelle giornate di nebbia, su coloro che osano attraversare le zone di palude.

La notorietà della Borda in Romagna è anche legata a una vecchia ninna nanna dai contorni molto macabri: "Ninàn, ninàn, la Borda la liga i bei babèn cun una côrda. Cun una côrda e cun una curdella, la liga i bei babèn pu la i asserra, cun una côrda e cun una ligazza, la liga i bei babèn pu la i amazza". Che potremmo tradurre: "Ninna nanna, la Borda lega i bei bambini con una corda. Con una corda e con una cordicella, lega i bei bambini e poi li stringe, con una corda e con un legaccio, lega i bei bambini e poi li ammazza".

La Casa del Diavolo

Non ci sono solo mostri leggendari, ma anche luoghi indissolublmente legati al male. Questo è il caso della Casa del Diavolo ad Alfonsine. A pochi passi dal fiume Senio, in mezzo a un boschetto, sorge una casa colonica attorno alla quale si moltiplicano miti e misteri. L'abitazione viene anche chiamata "casa dell'Agnese", dato che fu la location del film "L'Agnese va a morire" del 1976, ma la sua fama sinistra ha radici molto più antiche. Due sono le leggende legate all'edificio. La prima vuole che i guerrieri Veneziani, risalendo il fiume, avessero fatto strage di tutte le guardie presenti nel luogo e che da allora un fantasma infesti la casa. L'altra racconta di una cassapanca in legno alla quale era legata una presenza demoniaca che provocava terribili visioni a una ragazzina del posto. Si decise di dar fuoco all'edificio, ma la cassapanca sarebbe sopravvissuta all'incendio, riportando solo alcune bruciature e un 'segno' che alcuni attribuiscono al Diavolo.

Fantasmi leggendari: da Teodorico al Passatore

Miti e leggende non risparmiano ovviamente nemmeno i personaggi celebri del nostro territorio. Re barbaro che dominò l'Italia dopo la caduta di Roma, Teodorico è protagonista di una moltitudine di racconti folcloristici. Gran parte di queste storie riguarda la sua morte attribuita a turno a un demone trasformato in cavallo nero che lo avrebbe scaraventato in un vulcano oppure a un fulmine che lo avrebbe colpito proprio mentre il re ostrogoto si sarebbe trovato  all'interno del suo Mausoleo. E secondo vari miti il fantasma di Teodorico continuerebbe a infestare i luoghi cui era più legato in vita: a partire dal suo palazzo a Ravenna.

Protagonista di varie leggende da vivente, il Passatore contiuna a far rabbrividire anche da morto. Il bandito Stefano Pelloni, meglio conosciuto con il nome di Passatore, avrebbe continuato a spaventare la popolazione romagnola anche dopo la sua scomparsa. Molte infatti sono le testimonianze, anche recenti, dello spirito di un uomo, corrispondente alle caratteristiche del bandito nella zona di Castelbolognese. Nel suo libro Fantasmi e luoghi stregati di Romagna, lo scrittore Eraldo Baldini cita l'episodio di una donna che, giunta a una fonte d'acqua, si trovò faccia a faccia con un uomo vestito con "cinturone, cappellaccio, stivale e trombone ad armacollo", insomma, la classica descrizione del Passatore. Secondo la storia, il brigante porse alla donna un cofanetto, ordinandole di sputarci sopra se non voleva morire. Lei però per lo spavento svenne. Fu ritrovata più tard da alcuni contadini a cui raccontò ogni cosa ma, due giorni dopo, fu stroncata da un infarto.

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