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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Dalla farmacia del centro alla copertina del calendario: la curiosa storia di un mobile ravennate

Si tratta di un bancone decorato, utilizzato dalla fine del settecentesco nella farmacia De’ Mori. Restaura ed esposto in Museo, il mobile ha fatto parte anche della mostra di Marisa Zattini

Una storia affascinante e un destino davvero curioso per l'antico bancone di una farmacia ravennate. Questo è ciò che è accaduto al mobile dell’antica Farmacia “De’ Mori”, l’arredo ligneo più interessante della raccolta del Museo Nazionale di Ravenna, al quale è dedicata la copertina del calendario 2022 delle Antiche Farmacie d’Italia, curato e prodotto dall’Accademia Italiana di Storia della Farmacia. 

Il mobile ravennate, composto da elaborati scaffali e da un bancone decorato, fu utilizzato dalla fine del settecentesco nella farmacia detta “De’ Mori” situata in via Mazzini a Ravenna, un tempo proprietà dei camaldolesi del Monastero di Classe in città. Acquistato agli inizi del ‘900, solo dopo il restauro degli anni Settanta il mobile fu esposto in Museo, corredato con ceramiche da farmacia di varia provenienza.

Ma la storia del pregiato bancone non finisce qui. Nel 2019, infatti, il mobile ha funto da ispirazione e cornice per la mostra di Marisa Zattini “Alchemica - Trasmutazioni fra Arte & Natura”. In particolare il bancone settecentesco è diventato punto focale dell'esposizione, ospitando una installazione con alambicchi in vetro soffiato e ceramiche a ingobbio, realizzati appositamente dall’artista che traendo ispirazione dai manufatti antichi aveva creato una singolare visione emozionale d’insieme.

L’artista ha poi deciso di rinnovare questo dialogo con l’allestimento "Del respiro", che rimarrà esposto al Museo Nazionale di Ravenna. “Si riannoda oggi - commenta la direttrice del Museo Nazionale Emanuela Fiori - il legame tra antico e moderno, tra arte contemporanea e opere museali, tra forme e simbolismi, come in un gioco costruito sul duplice, sul doppio, sul duale, altro tema cara all’artista Zattini. L’arredo ligneo della Farmacia è esaltato attraverso l’opacità dell’ingobbio - come del segreto custodito - e la trasparente lucentezza dei vetri, o del vuoto svelato”.

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