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Dai "ritagli" di Banksy, Van Gogh, Picasso e Monet nasce la mostra "Cuts - Tagli"

Esposte nel laboratorio di Annafietta realizzazioni che riproducono opere famose partendo da alcuni dettagli

Dai dettagli di opere famose, realizzate con dei veri e propri ritagli, una mostra per "giocare" con gli artisti più importanti. Questa è “Cuts - Tagli”, la nuova mostra visitabile al primo piano del laboratorio Annafietta, nello spazio espositivo di via Argentario, a Ravenna, a due passi dalla Basilica di San Vitale. Per questa esposizione sono stati scelti alcuni artisti di epoche e stili diversi. "Nel momento creativo da cui parte ogni esposizione – racconta la stessa Annafietta – ci è stata commissionata la riproduzione di un Banksy, in particolare di Flower Thrower, il 'lanciatore di fiori'. Lì è scoccata la scintilla che ha portato a 'Cuts', con un riferimento ampio all’opera che lo stesso Banksy ha realizzato tra il 2004 e il 2005 come segnale di libertà e di pace: il tratteggio con forbici sul muro eretto per dividere Israele dai territori palestinesi. Le forbici e il tratteggio sono diventate così, simbolo della mostra e punto di partenza di un percorso".

Un tratteggio che porta a Gustav Klimt, autore che ha molto amato i mosaici bizantini e ai quali si è molto ispirato. Per questo motivo due cornici decorate in puro stile "Klimt" valorizzano immagini di sue opere famosissime: Giuditta II e Adele Bloch Bauer.  Dall’abito di Adele è stato ritagliato anche il motivo decorativo per la realizzazione di un pannello musivo. Il gioco prosegue con la creazione di oggetti che traggono ispirazione dai capolavori, così il candeliere di “Natura morta con pentola di cottura” di Pablo Picasso del 1945 diventa una mensola o la firma dell’artista spagnolo un portafoto.

Le opere della mostra Cuts - Tagli

Nel cammino segnato dai tratteggi si incontra il pannello musivo “Classis repetita iuvat” che unisce la storia bizantina a quella dell’area portuale. Un mosaico che racconta l’antico porto di Classe nella più iconica delle sue rappresentazioni, quella parietale nella Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e che sostituisce le antiche imbarcazioni con una porta container, moderno simbolo del trasporto via mare. Mentre le caravelle navigano libere e sole.

Nella stessa maniera si arriva a Bansky e alla principessa Wijdan Ali, artista, storica dell'arte, educatrice e diplomatica giordana di Bagdad con la quale Annafietta ha partecipato alla mostra “Invisible cities” ad Amman nel 2023. Con le opere della principessa e di Edvard Munch emerge anche l’utilizzo di una tipologia di mosaico originale, con vetro opalino a taglio sottile per simulare la classica pennellata delle opere a olio.

"La mostra racconta anche il soffitto del transetto della Basilica di San Vitale - spiega ancora Annafietta – con quattro festoni che terminano al centro in una esplosione di fiori, frutta e foglie che incornicia l’agnello di dio. I festoni sono sintetizzati in due opere verticali, mentre l’immagine del transetto viene incorniciata con tre gigli, i fiori più presenti nei mosaici bizantini".

Con la tecnica del taglio sottile nascono anche la riproduzione della “Notte stellata” realizzata nel 1889 da Vincent Van Gogh, la sua iconica firma “Vincent” e altre opere che traggono ispirazione dai singoli dettagli della “Notte stellata” stessa. Il percorso arriva infine a Claude Monet con “Il ponte giapponese” del 1889 o la serie delle ninfee dipinta dal 1890. In questo caso, cornici realizzate ad hoc con i colori predominanti nelle sue opere ne esaltano il racconto della natura.
 

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