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Dalle foto salvate dal fango una mostra a un anno dall'alluvione: "Ripulite e asciugate oltre 60mila immagini"

Il progetto 'Ricordi Appesi' nasce con l'intento di salvare i ricordi impressi nelle fotografie che rappresentano l’archivio privato che ogni famiglia custodisce nelle proprie case

"Un progetto nato quasi per scherzo che si sta tramutando in un impegno importante, con l'obiettivo di salvaguardare un vero e proprio patrimonio". Sono questi i termini con cui Maria Laura Argnani parla del lavoro di recupero di foto rimaste danneggiate dalle alluvioni di maggio 2023. Un patrimonio privato fatto di oltre sessantamila scatti.

L'iniziativa vede protagonista Maria Laura con il marito Marco e il figlio Francesco Bondi, entrambi fotografi e titolari di uno storico studio fotografico della città. Da quest'opera di recupero nasce appunto la mostra "Ricordi Appesi", organizzata in collaborazione con Fujifilm Italia e le associazioni culturali "Fatti d'Arte" e "Fototeca Manfrediana", che sarà inaugurata mercoledì 8 maggio al Salone delle Bandiere del Municipio faentino, per restare aperta al pubblico fino al 31 maggio. 

"Ricordi Appesi", in mostra le foto salvate dall'alluvione

Il progetto, spiega, nasce con l'intento di salvare i ricordi impressi nelle fotografie che rappresentano l’archivio privato che ogni famiglia custodisce nelle proprie case. In "Ricordi appesi" emergono momenti di convivialità, di persone care che non ci sono più, di vecchi amici con i quali si condivisi momenti di vita. La mostra porta in visione di una parte di questo patrimonio privato, di persone che hanno subito il dramma dell’alluvione che la famiglia Bondi ha voluto aiutare salvando queste preziose testimonianza. Progetto che, come ricorda la famiglia Bondi, ha comportato ore di lavoro donato alla città per un restauro conservativo di oltre sessantamila fotografie.

“La nostra - spiega Maria Laura Argnani - è stata un'esperienza davvero toccante che ci ha portati a metterci al servizio dei faentini in un momento così duro dove l'alluvione non aveva risparmiato nulla, distrutto la città, le case e minando le certezze, anche quelle più concrete, di sacrifici di una vita. La nostra famiglia ha voluto fare qualcosa per i concittadini che oltre ad aver perso i beni materiali avevano perso i ricordi. Da qui è partito il nostro impegno, delineando le tecniche e approfondendo la ricerca. Abbiamo rivissuto i ricordi di centinaia di persone, qualcuno anche da fuori città: momenti di gioia, di felicità di intimità, scampagnate, vacanze e riti di famiglia. Abbiamo recuperato il patrimonio privato di un numero imprecisato di persone ma sappiamo che il numero di fotografie lavate e asciugate e riconsegnate alla fine sono state 61mila. Il nostro stato d'animo è stato inizialmente quello di cercare di recuperare sempre e comunque tutto, con la consapevolezza che sarebbe stato un lavoro gravoso. Il ricordo più forte di quelle giornate passate a lavare e recuperare fotografie è l’emozione negli occhi delle persone a cui riconsegnavamo le immagini e il loro sorriso quasi di incredulità”. 

La mostra che verrà allestita nel Salone delle Bandiere di Palazzo Manfredi è costituita da 36 immagini di grandi dimensioni stampate su una carta particolare fornita da Fujifilm, che ha supportato il progetto. Tutto il materiale fa parte di archivi privati, mentre curatori della mostra sono stati i volontari della Fototeca Manfrediana: Gian Marco Magnani, Michele Argnani. Testimonianze di Giovanna Greco, giornalista di Rai3 e Giorgio Gatta.
 

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