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Al mare con carro e buoi: un secolo fa i ravennati "scoprivano" la vacanza in spiaggia

L'estate sulla costa romagnola è profondamente cambiata nel corso degli ultimi 100 anni. Dalla tradizione di San Lorenzo ai primi hotel e stabilimenti balneari

Lo "stabilimento balneario" inaugurato a Porto Corsini nel 1872 (foto My Ravenna)

L'estate così come la conosciamo noi romagnoli non "esiste" da sempre. Può sembrare incredibile per noi ravennati, ma la vacanza al mare, il divertimento e le comodità in spiaggia a cui oggi siamo abituati sono nati 'solo' un secolo fa. Proprio così. Come riporta MyRavenna, il sito di informazione turistica del Comune di Ravenna, sulla costa ravennate i primi stabilimenti balneari – o bagni, come sono più unanimemente conosciuti − sono degli anni ’20. Mentre solo nel decennio successivo ebbe inizio la "moda" della villeggiatura in albergo. Fino a quel tempo, il mare e la spiaggia erano per lo più mete per una scampagnata occasionale: ci si andava vestiti di tutto punto e così vestiti si faceva anche il bagno.

La tradizione di San Lorenzo

Insomma, trascorrere l'estate al mare, le giornate in spiaggia libera, avere l'ombrellone stagionale in uno stabilimento balneare sono tradizioni relativamente 'giovani' per i ravennati. Un'eccezione però c'era: il 10 agosto, la festa di San Lorenzo. La leggenda che si tramandava, infatti, voleva che un bagno fatto in quel giorno equivalesse alla bellezza di sette bagni. "Così, a fine Ottocento si partiva dalla campagna, tutti sul cassone del carro trainato dai buoi, e ci si metteva ore per fare una quindicina di chilometri, dall’entroterra alla costa - racconta la blogger Lucia Filippi su MyRavenna - La trasferta, dunque, veniva vissuta come un viaggio, più che come una scampagnata".

Il primo stabilimento balneare

Una delle mete prescelte era la spiaggia di Porto Corsini, dove i ravennati giungevano a bordo dei carri e, più avanti negli anni, in bicicletta. Proprio nel lido nord ravennate si hanno le prime tracce di una iniziativa turistica. Pare infatti che nel 1870 la Società Balnearia progettò di aprire una "spiaggia dei ravennati", organizzando un servizio di trasporto su imbarcazioni fra la città e il mare. Ma per il primo vero stabilimento balneare occorre aspettare il 1920: un'immagine riportata nel libro "Porto Corsini Marina di Ravenna: una storia" di Pericle Stoppa mostra infatti una fila di cabine in legno, costruite sopra una passerella a sud del Canale Candiano (quindi nell'odierna Marina di Ravenna). Nel 1926 viene invece costituita la prima Azienda di Soggiorno e Turismo di Ravenna (Astra).

Gli alberghi al mare, la Colonia e i villini

Anche a causa della prima guerra mondiale che colpì duramente la città di Ravenna, per la nascita dei primi alberghi sulla costa ravennate si dovette aspettare fino agli anni Trenta. Fu costruito proprio nel 1930 il Grande Albergo Pineta sul litorale di Marina di Ravenna, un edificio in stile liberty che accolse comitive provenienti addirittura da Praga. Ma fra gli ospiti dell'albergo vi fu anche il premio Nobel Eugenio Montale. Purtroppo durante la seconda guerra mondiale, precisamente nel 1944, l'albergo fu occupato e fatto saltare dai tedeschi per fare posto a delle batterie antiaeree.

Grande Albergo Pineta, Marina di Ravenna (1930, foto MyRavenna)
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Nel frattempo i ravennati più facoltosi avevano iniziato a costruire i cosiddetti "villini al mare". Fu proprio questo ciò che fece la famiglia Ottolenghi che poi, a causa delle leggi antisemite, fu costretta a vendere la villa di Marina al tenore Giuseppe De Stefano. L'edificio, passato da un proprietario all'altro, è diventato a sua volta un albergo: il Park Hotel. Gli anni Trenta videro però sorgere anche altri storici luoghi turistici sulla costa ravennate. E' il caso dela Colonia Marina dell’Opera Nazionale Balilla (a metà tra Marina di Ravenna e Punta Marina) che fu inaugurata nel 1934, mentre risalgono al 1938-39 il “Lido” e “l’Adriatico”, i primi stabilimenti balneari di concezione moderna. In spiaggia, però, non erano ancora arrivati gli ombrelloni, così per "fare ombra ai bagnanti, vengono piantate nella sabbia delle ampie tende colorate - riporta il sito comunale - vengono offerte le prime comodità con l’affitto stagionale di capanni in legno per cambiarsi e magari schiacciare un pisolino. Di questi capanni rimangono ancora diversi esemplari, sparsi sulle spiagge libere e costituiscono dei piccoli tesori del passato".

Il boom del turismo arrivò infine nel secondo dopoguerra, trasformando la costa ravennate nella zona di vacanza estiva che conosciamo oggi. I ravennati iniziavano allora a usare il vaporetto per essere portati dalla Darsena di città a Marina, più avanti giunse anche la corriera della Sita, mentre chi possedeva un’automobile dal 1961 poteva sfruttare il collegamento viario con la Statale 38 Romea.

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