Venerdì, 12 Luglio 2024
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Giovane ricercatrice premiata per i suoi studi sui misteri dell'universo: "Una donna leader? Voglio che mia figlia da grande lo consideri normale"

Federica Fabbri, 33 anni di Ravenna, ha ottenuto il premio destinato alle migliori scienziate under 35 italiane istituito da L'Oreal e Unesco 

"Voglio che mia figlia, che oggi ha tre anni, da adulta consideri normale che una donna possa ambire a diventare leader del suo settore". A parlare è Federica Fabbri, ricercatrice ravennate di 33 anni dell'Università di Bologna e dell'Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare). Ha da poco ottenuto il premio “L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza”, un assegno di 20mila euro che l'azienda francese e la commissione nazionale italiana per l’Unesco assegnano a sei scienziate under 35 italiane attive nei campi delle Scienze della Vita e della Materia per sostenere il loro lavoro di ricerca, promuovendo il ruolo svolto dalle donne all’interno dell’impresa scientifica. 

Dopo il diploma al liceo scientifico Oriani di Ravenna, a 18 anni Federica si è trasferita a Bologna dove si è laureata in Fisica con lode nel 2014, specializzandosi in fisica subnucleare. Ha conseguito il dottorato all’Università di Bologna nel 2018 e durante la tesi magistrale e il dottorato ha svolto attività di ricerca all’Università di Gottinga, in Germania, e al Cern. Dopo il dottorato, ha lavorato all’Università di Glasgow. Da qualche anno è tornata al dipartimento di fisica e astronomia dell’Università di Bologna dove è attualmente ricercatrice. È autrice di oltre 675 pubblicazioni scientifiche su riviste del settore.

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"Aver raggiunto questo risultato mi dà ulteriore motivo d'orgoglio - racconta la ravennate - specialmente in un settore nel quale si percepisce ancora molto forte il gender gap". Il premio, come ricorda la ricercatrice, ha il pregio ulteriore di sostenere scienziate non ancora stabilizzate dal punto di vista lavorativo. Il progetto di Fabbri, dal titolo "Exploring quantum observables at LHC", cerca di dare spiegazioni a domande ancora senza risposta sul funzionamento dell'universo. "Si tratta di quesiti, ad esempio, sulla materia oscura o sul perché siamo fatti di materia e non di antimateria. L'obiettivo è quello di capire come funzionano le cose, partendo dalle particelle elementari, i 'mattoncini' più piccoli, studiando le loro interazioni. Un settore ancora tutto da esplorare".

Una curiosità, quella di capire il funzionamento delle cose, che l'accompagna da tanti anni. "Mi sono appassionata alla fisica molto presto - racconta - e già ai tempi del liceo scientifico ho praticamente 'costretto' la mia classe ad andare in gita in quinta al Cern. Lavorarci è sempre stato il mio sogno". Un obiettivo raggiunto, visto che Federica fa parte della collaborazione Atlas (A Toroidal LHC ApparatuS) dal 2013, uno dei nove rivelatori di particelle costruiti per il Large Hadron Collider, un acceleratore di particelle proprio del Cern, il Centro europeo di ricerche nucleari di Ginevra. Per Atlas è stata inoltre relatrice, dal 17 al 21 giugno, al convegno internazionale del progetto che si è svolto a Salonicco, in Grecia.

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