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Anche Marina di Ravenna vuole la sua "Torre Eiffel"

Teoderico o Teoderico. In questa Ravenna dove provocare è assai difficile, dove la madre IDEA è morta, ma non solo, si spara addosso come forsennati, anche ai pochi figli rimasti che si fanno largo fra l'indifferenza, voglio proporre non una, ma due torri Eiffel a Marina di Ravenna, all'altezza del molo vecchio.

Costruito nel 1893 in metallo, progettato da Alberto Palacio, uno dei discepoli di Gustave Eiffel, il ponte trasportatore di Vizcaya ad esempio, è un bel pezzo da museo, seppur tuttora funzionante e con numeri significativi. E' riconosciuto dal 2006, come Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Non è il solo al mondo, anzi, ce ne sono di più recenti, ma sicuramente il più famoso. Trasporta auto e passeggeri con una gondola, per i 164 metri di larghezza del fiume Nervion, in un minuto e mezzo. Ha ascensori che sollevano i passeggeri, fino alla passerella superiore, posta in cima a due torri opposte. Penso al collegamento fra Marina di Ravenna e Porto Corsini, all'altezza del faro, nel tempo di un minuto di attraversamento, cinque complessivi per corsa. Una struttura metallica reticolare, dove il punto critico è sicuramente a che altezza posizionare la passerella superiore di sostegno, dei cavi di sospensione/trazione.

Lontana da me l'idea di creare anche il minimo intralcio alla navigazione portuale ed al suo sviluppo. Penso ad una gondola per senso di marcia, a due piani: sotto auto, autobus; sopra passeggeri. Lo scopo è molteplice, a partire dal Terminal Crociere. Potrebbe essere il mezzo per non far girare i turisti delle crociere da Porto Corsini, Via Baiona, ma partire dal proprio molo o trasbordare direttamente su autobus in attesa, zona Via Molo Dalmazia/SS67. Il progetto prevede un'ampia rigenerazione complessa e molto bella, dei due lati del canale, con piazze, pesi e contrappesi. Potrebbe poi costituire un'opera architettonica di richiamo (Jean Nouvel?), con passerella panoramica/ristorante, da cui si traguarda tutto il territorio circostante; elemento che unisce e non divide le due realtà di Marina di Ravenna e Porto Corsini.

Certo ci sono sicuramente soluzioni tecniche più semplici, per continuare a piangerci addosso come sempre, dal rafforzamento del traghetto, ad altre che ho in mente e non illustro ora per brevità, ma soprattutto perché voglio lo spazio per lanciare un'altra provocazione, ancor più violenta. Siamo sicuri che non ci convenga, all'interno di un accurato bilancio economico finale portato al 2030, invertire lo spazio Marinara con quello Terminal Crociere. Sfruttare tutte le strutture di Marinara (invece di tenerci uno scheletro) per fare la parte di edifici a terra, dei servizi generali, terziari, commerciali, come retro funzionale di uno spazio Terminal Crociere a mare, più ampio, più logico, se vogliamo immaginare uno sviluppo e non continuare a fare le cose alla ravennate; sempre talmente in piccolo da renderle antieconomiche!

Autorità Portuale, Associazioni, grazie, una verifica se fosse possibile. Smettiamola di pensare solo al minimo sindacale, alla ravennate, proviamo a emozionare, o col turismo non andremo da nessuna parte, se non indietro!

Daniele Vistoli architetto

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