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Contro la mattanza dei daini ricorrono le associazioni animaliste

L'Associazione Animal Liberation con Vittime della caccia e l'Associazione Earth hanno impugnato al TAR dell'Emilia Romagna la Delibera della provincia di Ravenna n.252 del 12.11.2014 recante il programma di gestione del daino della Pineta di Classe. Il ricorso è stato presentato dagli Avvocati Massimo Rizzato e Francesco Damiani.


"Il provvedimento ha volutamente eluso i metodi ecologici previsti dalla legge 157/92, art.19 comma 2" dichiara il Coordinamento Viva i Daini vivi della pineta di Classe", che aggiunge: "non si tratta di un piano di prelievo, che presuppone l'allontanamento degli ungulati vivi, ma di una vera e propria macelleria in luogo pubblico, per il piacere crudele ed ingordo di cacciatori travestiti da selecontrollori.
Non risulta infatti che tale mattanza sia stata autorizzata dalla Regione e, cosa ancora più grave, risulta viziata dall'assenza di una valutazione dell'ISPRA che abbia evidenziato la reale e già comprovata inefficacia di altri sistemi di controllo da adottarsi in via prioritaria"
"Inoltre la legge vieta espressamente la caccia nei parchi pubblici (art.21, comma 1 lett.a, legge 157/92), come invece sta avvenendo nel Parco della Pineta di Classe: l'ennesimo regalo ai cacciatori dell'ATC RA2 (che pagano per uccidere e portare a casa i cadaveri), dopo che c'era stata piena disponibilità di una privata cittadina ad accogliere a proprie spese i daini ritenuti in esubero.

Va ricordato infatti che qualche decina d'anni fa i daini sono stati deliberatamente inseriti nel parco, evidentemente con un interesse preciso e diretto, e, stranamente, proprio la categoria delle doppiette viene ora chiamata a "risolvere sparando"!
C'è inoltre da sottolineare le modalità operative di queste sparatorie: vengono per altro effettuate da traballanti altane a pochi metri dalle vie carreggiabili, con armi che arrivano anche a 3 chilometri di distanza. I rilievi effettuati dal geometra che ha eseguito le visure delle altane per conto delle Associazioni animaliste ed ambientaliste parlano molto chiaro: chiunque passi da quelle strade o frequenti il parco pubblico rischia di rimanere vittima di questa follia autorizzata da una Provincia succube della lobby venatoria", conclude il Coordinamento delle Associazioni ricorrenti e sostenitrici.

Le suddette Associazioni s'impegneranno a seguire l'iter del ricorso e a procedere anche sul piano penale, laddove l'Autorità giudiziaria paleserà abusi e ogni altra illegalità contenuti nel dispositivo della delibera in oggetto, nonché i singoli cacciatori che uccideranno o hanno già ucciso i daini della Parco di Classe, i cui nominativi sono stati richiesti con una formale istanza di accesso agli atti a cui la Provincia si è guardata bene di rispondere, quando invece, come prevede la normativa sulla trasparenza amministrativa la legge obbliga a dare risposte precise e mirate. Di amministrazioni poco trasparenti l'Italia ne ha già abbastanza..."

Animal Liberation Onlus

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