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Critiche su 'Russi in Festa': "Festa dell'Unità camuffata?"

Redazione

Una Festa dell’Unità camuffata? Ne ha tutta l’aria, ma neppure sui nomi c’è omogeneità. ‘Russi in Festa o Eco Festa o Festa dell’Unità’? Si mettano d’accordo almeno su quello che organizzano e lo facciano bene, senza installare cartelli e cartelloni dove non possono stare, appesi precariamente alle alberature che costeggiano le strade o sui pali della luce e della segnaletica stradale. Il Codice della Strada, all’articolo 23, parla chiaro. Emergono, dunque, non pochi interrogativi su chi abbia autorizzato l’installazione degli impianti e in base a quale criterio sia stato concesso l’utilizzo del portale sulla via Faentina Nord in corrispondenza del sistema rotatorio con via Europa e via Di Vittorio. Salta agli occhi, comunque, il senso di impunità degli organizzatori. Sembra, infatti, che la manifestazione abbia, per così dire, carattere privato e non sia patrocinata dal Comune di Russi, per cui c’è davvero da chiedersi i motivi per cui tante inosservanze di norme e regole stiano passando quasi sotto silenzio. Dopo alcune opportune segnalazioni alcuni cartelloni sono stati tolti, ma ci aspettiamo altre verifiche. Al di là dell’aspetto regolamentare e normativo, c’è comunque la questione di una festa (di fatto) di partito che viene presentata come qualcosa di diverso. Un’ambiguità che la dice lunga sulle scarse certezze e l’inconsistenza politica del Pd.

Andrea Flamigni, candidato sindaco per la lista "Russi Libera e Sicura"

La replica

"I volontari hanno deciso di usare il nome “Russi in festa”, non potendo usare lo storico e ben più conosciuto logo “Festa dell'Unità” in ottemperanza alla normativa e alle disposizioni della Prefettura che regolamentano le campagne elettorali. Nessuna ambiguità, nessun camuffamento e nessuna incertezza, come cerca di insinuare un candidato a sindaco che, non conoscendo né Russi né i cittadini e le tante belle realtà associative, non trova il tempo per partecipare alla manifestazione del 25 aprile ma, armato di metro e macchina fotografica, ha scoperto che un manifesto era stato istallato qualche metro entro i limiti previsti dal codice della strada. Grazie all'esposto presentato siamo stati multati, ma non replicheremo al suo comportamento poco sportivo (si suggerisce di sostituire con un fischietto il pallone con cui si ritrae sui manifesti) evidenziando le irregolarità ben visibili della sua campagna elettorale. Noi la campagna elettorale la facciamo con i nostri valori, le nostre idee e i nostri  progetti e non con le multe".

Paolo Valenti, segretario del Pd di Russi

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