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Autocostruttori di Filetto: "Famiglie raggirate e abbandonate dalle Istituzioni"

E' trascorso oltre un anno da quando la vicenda dei cantieri di autocostruzione assistita è arrivata in Senato.

Era l'8 ottobre del 2013 quando alcuni senatori M5S chiesero ai Ministri di lavoro e politiche sociali, pari opportunità, sport e politiche giovanili, affari esteri, affari regionali e autonomie, di verificare quale fosse il reale coinvolgimento di Alisei Ong nel fallimento  di diversi cantieri di edilizia sociale.

Da allora nessuno ha avuto la decenza di dare una risposta.

Nessuno, nonostante siano 200 le famiglie rimaste senza casa in tutta Italia e che si fa espressamente riferimento al fatto che altri progetti sono nel frattempo stati avviati e che ci sia il reale pericolo che altre famiglie possano nuovamente essere raggirate.

Il 3 giugno scorso il Ministero degli Esteri ha disposto la revoca del riconoscimento di idoneità alla Ong Alisei, senza motivarne in alcun modo la decisione, quasi di soppiatto. Poche settimane prima il Comune di Ravenna aveva finalmente deciso di prendere posizione, a 5 anni dal blocco del cantiere: niente da recriminare nei confronti di chi aveva assunto la responsabilità di concludere il progetto e richiesta di danni milionaria alle famiglie rimaste senza casa.

Tutto ciò è francamente inaccettabile. Sono tanti i diritti che le Istituzioni hanno negato a cittadini onesti che non si rassegnano a perdere la casa costruita con la fatica e sacrificio del proprio lavoro, che continuano a portare avanti le proprie rivendicazioni perché credono fermamente ancora nella Giustizia.

Sarebbe devastante se passasse il messaggio che in questo paese sia concesso tutto a prepotenti, truffatori e corrotti. La battaglia di questa famiglie accomuna quella dei cittadini che non vogliono arrendersi ai soprusi e che credono ancora nell'onestà.

IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE: https://bit.ly/1dqbOkb

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